“Beati voi…

 

 

Incontro Tabor 14 Maggio 2009

 

 

 

Puntare gli occhi sulla Parola di Dio significa lasciarsi trasportare dalla voce dell’Amore, e l’amore sappiamo tutti che non ha mai lo stesso volto, ma può assumere mille sfumature diverse, ogni giorno non è mai uguale. Questo è il mistero e la bellezza allo stesso tempo… ma dobbiamo stare ben attenti a non farlo scappare via da noi facilmente: la Parola di Dio va non solo accolta dentro di noi, ma soprattutto coltivata, altrimenti il seme non riesce a portare frutto in noi e noi siamo come quegli uomini che, passando davanti ad uno specchio, fissano la loro immagine solo per un attimo e poi se ne dimenticano. Una storia d’amore è fatta di dedizione all’altro, e non dobbiamo dimenticare mai che il nostro è un Dio geloso, che ci vuole tutti per Sé…

 

Durante l’incontro di giovedì 14 maggio, i viandanti hanno ripercorso una delle tappe più importanti e più affascinanti dell’insegnamento di Cristo: il “discorso della Montagna”, in particolare la parte riguardante le Beatitudini.

Le beatitudini sono la cartina di tornasole quando ci troviamo in difficoltà e smarriamo la strada giusta, quella che ci porta a Dio; quando mettiamo avanti a noi non Gesù, ma le cose che il mondo ci presenta, il nostro stesso peccato, le ambizioni sbagliate, i sogni fuorvianti: tutto ciò che non viene da Dio, ma che ce ne allontana.

Cristo solo è il nostro Pastore, e se noi riceviamo la grazia di riconoscerci Sue pecore, avremo raggiunto la gioia più grande, la vera beatitudine, quella che nessuno mai potrà toglierci!

I beati di Gesù sono tutti coloro che non solo hanno guardato in volto le tristezze della vita umana, ma hanno anche saputo svuotarsi di se stessi per accogliere Dio e la Sua Volontà nella loro vita.

Dedicare del tempo a Dio significa amarLo, rinunciare ad una parte si sé per donarla alla sola Persona che mai ci deluderà in tutta la vita. Crediamo che ne valga bene la pena, specialmente se pensiamo a quanto tempo perdiamo nelle nostre giornate dietro ad affanni inutili, pensieri vani, parole insensate…

“Togli il tuo io e metti il tuo Dio!”: questo è il motto per andare dritto, spediti sulla strada della felicità: perché solo fare ciò che Dio vuole da noi ci fa felici davvero, perché Lui vuole il nostro bene, e vuole farci sperimentare l’Amore che nutre per il Suoi Figli! Egli desidera vederci felici, e specialmente noi giovani, siamo sempre così tanto alla ricerca spasmodica di questa felicità! Ma il punto è che cerchiamo male, chiediamo male, per questo non troviamo la strada giusta!

Se noi ci mettessimo nelle mani di Dio e ci riconoscessimo dal profondo Sue Creature, allora potremmo schiuderci alle meraviglie delle sue Grazie che, per chi Lo ama, sono immense e indicibili.

Non dimentichiamo che la vita è un dono prezioso, e che Dio ci ha fatti per la beatitudine, cioè per la felicità eterna!

Dobbiamo perciò sorridere, anche nelle croci, anche quando le cose si fanno difficili, perché la nostra casa non è di quaggiù, ma è nel regno dei Cieli!

“Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei Cieli…” .

questo è il nostro destino, a tale immensità siamo stati chiamati, non per i nostri meriti (insufficienti!!!), ma per la grandezza dell’Amore di Cristo, che per noi si è messo in Croce e ci ha amati fino alla fine.

Anche noi dobbiamo imparare a salire su questa croce, anche noi dobbiamo fare come ha fatto Gesù, ognuno nella maniera in cui è chiamato e nella misura che gli viene data da Dio.

Trovare la forza di sorridere anche quando le cose diventano difficili serve a spianare non tanto le difficoltà esterne, quanto quelle interne, che a volte creano ancora più disagi e appaiono ancora più insormontabili…

 

Il testo delle beatitudini è estremamente centrale nella società di oggi, o almeno, dovrebbe esserlo sempre più, perché sono parole di cui si avverte sempre il bisogno e la carica innovativa, ma soprattutto, provocatoria. È per questo che abbiamo anche soffermato la nostra attenzione, durante l’incontro, su un testo che è l’attualizzazione del discorso della montagna: “le beatitudini di oggi”…

È una vera provocazione che, infatti, ci lancia Gesù: “Tu ce l’hai la forza di accettare la tua vita anche negli aspetti meno piacevoli e continuare a credere che sei chiamato alla felicità? O preferisci ancora fermarti alle apparenze?”.

Insieme abbiamo poi anche condiviso una testimonianza scritta di un giovane che ha voluto comunicare la sua esperienza di vita: ovvero di come è cambiata la sua vita da quando ha conosciuto persone che gli hanno fatto vedere e toccare l’amore di Dio.

Sono persone che vivono tra noi, storie piccole e speciali che ci fanno capire che Dio non ci abbandona, se noi non abbandoniamo Lui, se non lo releghiamo fuori dalla nostra vita… per fortuna (e Grazia!), Lui si arrende molto difficilmente, tanto da conquistare il nostro cuore con la Sua dolce insistenza.

Qualcuno dice: “amare, voce del verbo soffrire”… è forse tutto qui il mistero, il nodo da sciogliere per comprendere che quando si ama si è capaci di soffrire senza sentire il dolore, come Cristo inchiodato sulla Croce per amore, soltanto per Amore…