
Incontro Tabor dell'11 febbraio 2010
"La lectio Divina
ovvero
la scalata verso Dio!"
Mentre si profila davanti III anniversario della nostra Comunità Tabor, i viandanti della carità si sono ritrovati insieme al loro consueto appuntamento con la formazione e la catechesi. L’incontro vissuto ieri sera è stato un incontro sui generis, in quanto non ha rispettato lo schema classico delle nostre abituali riunioni, ma è stata una vera e propria lezione metodologica sul discorso della "Lectio Divina".
A dire il vero, eravamo in molti a non conoscere questo antichissimo metodo in uso dai monaci benedettini intorno alla riflessione e meditazione della Parola di Dio ed è stato molto interessante ascoltare quanto ci è stato spiegato.
Per cominciare, bisogna dire che la "Lectio Divina" o "lettura spirituale", ha grande importanza per il mondo benedettino. Essa è il rapporto quotidiano che il monaco stabilisce con la Parola di Dio, il quale non si esaurisce nella semplice lettura del testo, ma si realizza anche negli altri momenti della giornata. In concreto, essa è la lettura lenta e "saporosa" del testo biblico, fatta con la consapevolezza che Colui che parla è Dio. Dio ci parla con la Sua Parola e noi Gli rispondiamo con le Sue Parole. Questa risposta è giusta ed adeguata quando la Parola di Dio diventa nostra, sale a Lui come Parola Sua e nostra. Nell'incontro tra Dio e l'uomo, attore principale è Dio. Inoltre, fare Lectio Divina è leggere Cristo, la Sua storia e, nella sua luce, leggere la nostra storia, quella dei fratelli, quella del mondo. Incontrare Gesù, come per i discepoli di Emmaus, porta a lasciare le vie sbagliate e a tornare nella via della Volontà di Dio.
E’ importante non sottovalutare nella nostra meditazione il luogo dove immergerci nell’ascolto di Dio che parla, ed il tempo da dedicare a questo nostro speciale incontro. Infatti, il luogo dove svolgere la Lectio deve essere tale da favorire un clima esterno di silenzio, di raccoglimento e di preghiera. Per questo va cercata una cappella o un ambiente adatto allo scopo, dove ci si trovi a proprio agio. Questo sarà il luogo della lotta di ognuno con il suo cuore, il vero deserto dove il Signore ci parla, ci converte, ci educa e ci attira a sé. Anche il tempo da riservare alla Lectio riveste la sua importanza per l’assimilazione della parola di Dio: esso deve ritmare la vita del cristiano, senza mai stancarlo (cfr. Lc 18,1-8; 1Ts 5,17). Perché una lettura della Parola sia proficua, si esige un tempo determinato di almeno mezz’ora, mentre il tempo dello svolgimento della Lectio non è definibile: non si incontra mai un amico tenendo lo sguardo sull’orologio! È anche importante e necessario che non avvenga in modo sporadico o occasionale, ma quotidiano.
Infine, sono 5 le regole d’oro che dobbiamo tenere sempre a mente per una buona lectio divina e sono:
1. LECTIO significa LETTURA. Cosa Leggo? La PAROLA DI DIO, lentamente e attentamente cercando di capire ciò che leggo: Quale è il personaggio principale? Chi sono gli altri personaggi? Dove e quando avvengono i fatti raccontati? Perché avvengono? Si tratta del primo contatto con la Parola di Dio di cui non cerco subito il significato spirituale. Ho una Bibbia personale?
2. MEDITATIO significa MEDITAZIONE. È il gradino in cui si riflette il testo biblico per capire da esso quello che Dio mi comunica. La riflessione mi richiede maggiore applicazione in cui cerco il significato più profondo e nascosto che Dio mi rivela attraverso la mia fede di battezzato nella Chiesa. Il significato letterale si apre a quello più profondo che parla alla mia vita di credente.
3. ORATIO significa PREGHIERA. La preghiera nasce spontanea per aver scoperto la ricchezza della Parola di Dio per me. Inizio a pregare perché quanto ho capito diventi parte di me. La preghiera di fronte alla lettura feconda della “lectio divina” può essere di ringraziamento, di richiesta di perdono e di invocazione dello Spirito Santo perché sappia vivere quanto ho compreso.
4. CONTEMPLATIO significa CONTEMPLAZIONE. È il gradino ...quasi finale. Per i monaci era la fase più alta che li avvicinava a Dio e dunque esprimeva il massimo che un credente potesse desiderare. Ma che significa oggi contemplare? Significa fare in modo che la Parola letta, meditata e pregata diventi intima a me tanto che Dio abita in me. Contemplare è dunque vedere la mia vita come la vede Dio e pensare come pensa Dio. È vivere in Dio!
A conclusione del nostro incontro, spaventati e timorosi di non riuscire a ricordare tutto quello che ci è stato detto su questo argomento così importante, don Fabio ci ha regalato una piccola brochure da tenere sempre a portata di mano, che in maniera simpatica ci aiuterà a cimentarci in questa ardua ma appassionante scalata verso Dio.
Ovviamente l’agape ha concluso il nostro incontro, mentre sui volti di tutti si delineava la gioia e la trepidazione per vivere il prossimo anniversario…mi raccomando: NON MANCATE!!!