
Incontro di Comunità 10 marzo 2011
"Mi basti Tu … ovvero cercatori dell’essenziale!"
A cura di Emilia Della Monica
Stasera siamo in tanti qui nel monastero di San Bartolomeo e dopo aver vissuto ieri il mercoledì delle ceneri, ci accingiamo ad inoltrarci nella Quaresima; è don Fabio che accompagna ognuno di noi lungo questo cammino di appena 40 giorni, ma così intenso e fondamentale nella vita del cristiano. E’ il Miserere, il salmo del perdono, che introduce la catechesi di questa sera … “Purificami mio Signore, sarò più bianco della neve”.
A inizio serata è doveroso ringraziare le care monache per la loro ospitalità nel bellissimo monastero "icona della preghiera", dove - dice don Fabio - si respira il respiro di Dio; la presenza discreta delle monache impreziosisce i nostri incontri; infatti percepiamo costantemente il loro sostegno nella preghiera e questa sera anch’esse partecipano a questa catechesi di preparazione alla Pasqua, la solennità più importante dell’anno liturgico, la "festa" per cui noi ci diciamo cristiani e senza la quale la nostra fede non avrebbe senso. Gesù vince la morte ed è questa la grande novità della fede cristiana.
Il grande tempo della Conversione, la Quaresima, è la stagione più importante per i cristiani, perché essi hanno ancora una volta la possibilità di rivedere il loro cammino umano e spirituale, realtà inscindibili.
Il Vangelo di questa sera (Lc 4, 1-13) ci immette nel luogo della Quaresima, il deserto, lo Spirito Santo conduce Gesù nel deserto, in Marco è scritto addirittura che EGLI fu catapultato in questo luogo inaccogliente; infatti leggiamo che dopo il Battesimo nel Giordano, Gesù fu condotto proprio dallo Spirito Santo nel deserto, il luogo dell’essenzialità! Vivere il deserto - dice don Fabio - significa ritrovare se stessi, il mio essere e perciò il mio Dio, è lì che faccio esperienza dei miei limiti, in opposizione alla metropoli, dove si vive invece la dispersione dell’essere. Il deserto mi dà la possibilità di ascoltare DIO, che parla nel silenzio e passa nella brezza leggera (1 Re 19,12), è nel deserto che LO riconosco e mi riconosco in LUI. Gesù insomma sente la necessità di ritrovarsi e si lascia condurre, catapultare nel deserto … quanto è consolante per noi cristiani sapere che Gesù umanamente senta l’esigenza di stare da solo nel momento più difficile della Sua vita, perché quando sarà il nostro momento sappiamo che nella difficoltà faremo esperienza sì del diavolo e delle tentazioni, ma è proprio lì che incontreremo Gesù stesso!
Nel deserto Gesù ci resterà 40 giorni. Don Fabio spiega all’assemblea che questo numero di giorni e di anni è ricorrente nella Bibbia. Infatti fa riferimento ai 40 giorni di Mosè sul monte Sinai, ai 40 anni del popolo ebraico nel deserto verso la Terra Promessa e ai 40 giorni della città di Ninive e della sua conversione. Questo grande lasso di tempo indica anche una intera generazione, per sottolineare come la tentazione ci accompagni per tutta la vita, essa non ci lascerà mai! Il termine tentazione deriva dal greco “peirasmos”, cioè trapassare con la punta, andare oltre, la stessa radice di “peiraso” che significa anche esperienza: la tentazione mi aiuta quindi a diventare "esperto" perché essa è una prova, Gesù si lascia mettere alla prova e dimostra che le tentazioni possono essere superate grazie all’amore per Dio e con la fedeltà alla Sua Parola.
Il santo Padre Benedetto XVI nel Messaggio per la Quaresima 2011 dice …"Il combattimento vittorioso contro le tentazioni, che dà inizio alla missione di Gesù, è un invito a prendere consapevolezza della propria fragilità per accogliere la Grazia che libera dal peccato … a ricordare come la fede cristiana implichi, sull’esempio di Gesù e in unione con Lui, una lotta contro i dominatori di questo mondo tenebroso (Ef 6,12), nel quale il diavolo è all’opera e non si stanca, neppure oggi di tentare l’uomo che si avvicina al Signore …".
Per 40 giorni Gesù non mangia, ma quando furono terminati ebbe fame. Il diavolo approfitta subito di questo momento di "debolezza" e propone a Gesù: "Se TU sei figlio di DIO, dì a questa pietra che diventi pane". Gesù avrebbe potuto compiere questo miracolo? Ma certo! Vedremo che moltiplicherà il pane per la folla che Lo segue! Ma Cristo sceglie di non fare miracoli per se stesso; il pane è un dono prezioso, ci dà vita, Lui stesso ci insegna a chiederlo nel Padre Nostro. Gesù sa però che più prezioso del pane c’è l’amore. Al diavolo risponde …"Non di solo pane vivrà l’uomo"
"Gesù ebbe fame "… perché Luca ci dice questo? La fame che è sempre indice di salute, voglia di vivere, dal punto di vista biblico è il terreno delle tentazioni. La riflessione di questa sera mi porta a discernere sulla mia fame, di cosa ho fame io? cosa o chi sazia la mia fame? io che divoro l’esistenza senza gustare ciò che la vita mi offre! Don Fabio ci parla di una fame biologica e di una fame di relazioni, e sottolinea che oggi la fame di DIO si scontra con la fame di altro pane, del potere, del denaro, del successo a tutti i costi … ma Gesù è chiaro, solo la Sua Parola è pane di vita eterna!
Il diavolo è un tenace, di certo non si arrende, don Fabio dice che è un teologo, ha studiato DIO e la sua prossima mossa infatti sarà quella di tentare Gesù proprio nella realizzazione della sua missione. “Lo condusse in alto e … se ti prostri dinanzi a me, tutto sarà tuo!”. Questa seconda tentazione si "combatte" sul terreno delle relazioni, l’uomo è un essere sociale e nel gioco delle parti cerca sempre di assumere posizioni dominanti, è il potere l’illusione che condiziona l’esistenza umana. Ti senti un dio, vivi nell’attaccamento alle tue ragioni, miri al prestigio a tutti i costi … Vanità, solo vanità! Il nostro affannarci è vano perché chi di noi può aggiungere anche solo un’ora alla propria vita? La morte prima o poi ci farà uscire di scena e a cosa sarà valso l’affannarsi disperato, l’aver accumulato cose? Bisogna cambiare capoccia (in greco “metanoia”) e tornare a capire che quello che vale di più è la tua relazione personale con Gesù, la percezione della Sua presenza nella tua vita. L’amicizia con LUI è l’UNICA strada che porta alla felicità. Allora com’è il mio rapporto con gli altri? Mi sento figlio del Padre, mi sento fratello, condivido, vivo nell’umiltà seguendo il grande esempio di un DIO fattosi uomo che sulla croce esercita il Suo potere? Il potere alla luce di Cristo è SERVIZIO!
Il demonio cerca allora un’altra strada per tentare Gesù … "Lo condusse a Gerusalemme e Lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse:… Se Tu sei il figlio di Dio, buttati giù … (DIO) ai suoi angeli darà ordine per Te, perché ti custodiscano …”. Assurdo! Il diavolo che cita la Parola di Dio! Veramente il Signore promette nel Salmo 91 di farci custodire dagli angeli, ma Gesù non ci sta a questo gioco malvagio ed ancora una volta sceglie di non dare ascolto al tentatore, perciò risponde: "Non tenterai il Signore Dio tuo!". Gesù non cade in questa tentazione perché si fida del Padre, Egli sceglie di essere figlio fino in fondo, fino alla croce, passando per il Getsemani dove, anche sudando sangue, dice … "Tuttavia non sia fatta la mia, ma la Tua volontà" (Lc 22,42).
Alla luce di tutto ciò la Quaresima è tempo di check up, si fa periodicamente anche per le automobili perché ad esse affidiamo la nostra vita e vogliamo viaggiare sicuri. Si deve fare a maggior ragione per la vita stessa, revisionando il corpo. E l’anima? Ecco: la Quaresima, cioè i 40 giorni che precedono la Vittoria Pasquale di Gesù Cristo sulla morte e sul peccato, è il tempo che la chiesa ci offre per la revisione meticolosa procurandoci al tempo stesso i rimedi agli inevitabili aspetti bisognosi di messa a punto. Ecco la terapia: PREGHIERA, DIGIUNO, CARITÀ.
Se vuoi sconfiggere la volontà di dominare devi cominciare a passare un po’ di tempo nella Preghiera. Vai da solo davanti a Gesù, magari leggendo un passo del Vangelo, e gli dici che hai bisogno di LUI, che sei debole e povero, che fai sempre di testa tua, sbagli e quindi gli chiedi di aver pietà di te. Solo così cominci a tirare fuori dalla tua vita la superbia e sei pronto ad accettare gli ultimi posti e diventi disponibile per aiutare gli altri.
Quando nella mia vita non esiste il dare ma solo il ricevere allora la ricetta è il Digiuno, esso mortifica l’affettività malata, togliersi un cibo succulento, spegnere la TV, rinunciare a qualcosa cui si tiene, per amore a Gesù, è un segno concreto che vogliamo essere aiutati a guarire, il digiuno esprime l’intimo rapporto che c’è tra questo segno e la conversione interiore. Sarebbe inutile astenersi dai cibi, se non ci si astenesse dal peccato.
Se il tumore che mi indurisce l’anima è l’affanno dei beni, del futuro, delle sicurezze (libido possidenti), la cura è l’Elemosina, che giova a noi più di quanto non giovi ai poveri ai quali la facciamo. La Quaresima è tempo di più forte impegno di carità verso i fratelli. Non c’è conversione a Dio senza conversione all’amore fraterno. Queste medicine di pronto intervento sono utili ma occorre dell’altro. Nel brano del Vangelo della piscina miracolosa (Gv 5,1-8) agli infermi "per essere guariti non bastava che fossero sotto il portico, ma bisognava che si tuffassero nelle acque", così a tutti noi peccatori non bastano solo le medicine per guarire, alla fine occorre "tuffarsi nel bagno della Confessione" (“Scritti Spirituali di San Gaspare”). Con questo sacramento siamo totalmente e miracolosamente guariti come in un’operazione chirurgica finale.
A questo punto nella notte di PASQUA possiamo veramente essere totalmente uniti a LUI, Gesù Cristo Risorto, nutrendoci del Suo Corpo e bevendo il Suo Sangue. Questo Sangue prezioso, che è il Suo DNA di Amore, di Bene e di Gioia totale, comincerà a scorrere anche nelle nostre vene.