L’annuncio a Maria...il dono all’umanità
Oggi la Chiesa pone alla nostra attenzione la figura della Beata Vergine Maria. Dobbiamo fare attenzione a non farci scivolare addosso questa festa, che non vuol essere solo motivo di riavvicinamento con parenti e amici, ma vuole scuotere il nostro intimo e risvegliare la nostra fede! Potremmo, per onorare la Santissima Vergine, rileggerci il brano che la liturgia della Parola ci invita a meditare (Lc 1,26-38). E’ un brano ascoltato chissà quante volte (almeno una all’anno), che corre il rischio di essere scontato, specie per noi che lo riascoltiamo! Quel dialogo inconsueto, che avviene tra Maria e l’Arcangelo Gabriele, deve aiutarci a non confonderci le idee, pensando semplicemente che si tratti di annuncio da parte di Dio e di un semplice consenso, quasi inconsapevole di Maria. La Donna scelta è una donna che vive il suo rapporto con il Signore nella semplicità, nella coerenza di una testimonianza vera, che ha infatti già consacrato la sua vita nelle mani di Dio, ma non è una donna supereroe, Ella non è nata facendo miracoli, oppure mostrandosi sicura di se stessa al punto da sapere già qual era la volontà di Dio nella sua vita. Era appena una fanciulla, di 15 o 16 anni, ancora in boccio. All’improvviso, tutto quello di cui si era già nutrita nella sua infanzia, grazie anche alla educazione religiosa che le avevano dato Gioacchino e Anna suoi genitori, (quanto sia importante, crescere in una famiglia che si sente vera chiesa domestica, è inutile dirlo!) assume una forma particolare, oserei dire, che quella fede vissuta nel nascondimento, nella umiltà della ferialità, nella consapevolezza di un Dio già vicino ad ogni uomo, viene ufficialmente riconosciuta da parte di Dio, ma più che riconosciuta, quella spiritualità, quel rapporto così intimo, alimentato fin da allora attraverso una fede matura e riconoscente, viene ora a prendere forma in un annuncio. Dio visita la sua prescelta, porta a compimento, attraverso il suo grembo, la promessa antica. Quando anche la nostra preghiera assumerà i tratti di quella di Maria, allora, anche noi saremo visitati da Dio e ci sentiremo dei prescelti. Quello che avviene non è facile, né scontato, Maria infatti a quell’annuncio non esulta, non grida vittoria, non si sente una privilegiata, non assume aria sostenuta, anzi, intuisce nell’annuncio l’inizio del tempo messianico; il brano dice subito che ella: “Rimase turbata”. Fare esperienza di Dio nella propria vita significa capovolgere, anzi stravolgere il nostro essere e tutto questo può provocare un serio turbamento, un inspiegato turbamento! "Rimase turbata"... cioè non sapeva cosa pensare, non riusciva a realizzare quanto le stava accadendo, non capiva, ma non cercava nemmeno di ostacolare il defluire della grazia divina, dalle sue labbra purissime un sol fil di voce le viene fuori, è una domanda, un interrogativo, un mistero: “Come è possibile? Non conosco uomo”. Ella stessa non sa, non capisce, non si spiega. Come è possibile? Lei, che si era già votata ad un uomo, come strumento di completamento alla sua donazione di verginità, come è possibile? Lei che non amava i primi posti nella sinagoga o i saluti nelle piazze, Lei, che sfuggiva ogni tentativo di presunzione e o di ammirazione! La spiegazione dell’Arcangelo la calma, la rassicura, le fa sentire forte che quell’annuncio è il placet di Dio nella sua vita. Così Maria, anche se non consapevole, ascolta fiduciosa quello che le viene detto, il suo turbamento iniziale, cede il posto al fuoco dello Spirito, lo stesso invocato ogni giorno, lo stesso, ricevuto da bambina alla presentazione al tempio, lo Spirito che le aveva fin dalla creazione precluso l’esperienza del peccato. A questo punto, Maria si arrende, non oppone resistenza, capisce che la sua vita è dono per l’umanità, si sente coinvolta nell’amore trinitario, abbraccia con consapevolezza quanto le accadrà, fino a farla giungere all’apice di quell’Amore tanto atteso e farle proclamare la preghiera più sublime, più alta, più folle, quella ovvero che le cambia la sua identità: “Eccomi, sono la schiava del Signore, avvenga di me quello che tu hai detto”... Questa è la consegna più commovente dell’essere umano, la dichiarazione più toccante nella sfera sentimentale, la professione di fede più alta di qualsiasi creatura esistita sulla faccia della terra! Maria il suo “Si” lo ha pronunciato, adesso tocca a noi….
Buona solennità a tutti!
Don Fabio Di Martino