
Comunità Tabor
I viandanti della Carità
II Anniversario
16 febbraio 2007 - 16 febbraio 2009
Oasi di San Francesco - Quisisana
15-16 febbraio 2009
L'Amore al Centro

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Domenica 15 febbraio, Oasi di San Francesco |
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La meditazione che ha segnato la prima giornata di ritiro della Comunità Tabor per i festeggiamenti del suo secondo compleanno ha messo al centro due figure fortemente significative ed emblematiche del nostro modo di vivere la fede. Ci sono due modi per seguire Cristo: pensare di seguirLo agitandosi ed indaffarandosi oppure abbandonarsi a Lui e lasciare che Egli si occupi di noi e ci guidi.
Il Vangelo di Luca 10,38-42, ci ha presentato le figure di Marta e Maria, queste due sorelle, entrambe molto care a Gesù ed a Lui affezionate allo stesso modo… tuttavia questo affetto glielo manifestavano in maniera un po’ diversa. Mi piacerebbe non stigmatizzare il comportamento di Marta che richiama la sorella davanti al Maestro e protesta perché la ha “lasciata sola a servire”. In effetti in ognuno di noi c’è un po’ di Marta come anche un po’ di Maria, la quale si siede ai piedi del Signore ed ascolta la Sua Parola, che è fonte della vita eterna. Se è vero che noi molto spesso ci facciamo prendere da troppe cose inutili e non ci accorgiamo che, come dice Gesù stesso: “Solo una è la cosa che conta davvero!”, è vero anche che nella fede c’è un percorso di maturazione. Spesso non sappiamo sceglierci la parte migliore, non sappiamo fermare il mondo attorno a noi e ritagliarci un po’ di tempo da dedicare a noi stessi e al Signore. Nella vita di fede bisogna prima di tutto stare bene con se stessi, per star bene coi fratelli, la pace comincia da dentro, si costruisce dal cuore e si attinge solo dal Cuore di Dio attraverso la preghiera.
Tuttavia come si è detto prima, la fede implica anche e soprattutto un processo di crescita e di maturazione: il rapporto con Dio col tempo cambia, tende ad approfondirsi attraverso sempre nuove esperienze che arricchiscono la nostra vita e ci svelano orizzonti nuovi. Forse l’atteggiamento di Marta è quello di quando ci accostiamo per la prima volta alla conoscenza del Signore e ci apprestiamo ad intessere con lui le prime trame di un rapporto di amicizia. Capita lo stesso con gli uomini: ognuno di noi ha bisogno di tempo prima di entrare nell’intimità di un altro, prima di conoscerlo davvero. Quando poi è pronto il terreno diventa spontaneo assumere certi atteggiamenti nei confronti dell’altro: così nasce un’amicizia, così nasce anche un amore, e così nasce anche il rapporto con Dio.
Noi ci sentiamo più Marta o più Maria?
Dipende. Spesso però mostriamo l’atteggiamento di Marta soltanto per superficialità, perché sentiamo di dover dimostrare le nostre capacità perfino al Signore, e ci agitiamo inutilmente, dimenticando che noi siamo solo degli uomini, pieni di limiti e di mancanze e che proprio per questo il Signore ci ha scelti come oggetto del Suo Amore infinito… Che bello avere la certezza di essere amati senza che alla nostra debolezza venga chiesto nulla in cambio! Essere amati così come siamo, anzi, proprio perché siamo così: pieni di difetti e di peccati. Il Signore Gesù non è venuto per i sani, per quelli che credono di essere nel giusto, ma per noi, per quelli che sono coscienti di essere bisognosi di chi li curi. Allora lasciamoci curare da Lui, abbandoniamoci al Suo Amore cieco perché non solo vede benissimo di che pasta siamo fatti, ma ci ama principalmente per questo! Quale gioia più grande sapere di essere amati in questo modo dalla sola Persona indispensabile alla nostra vita: Dio stesso!
È tempo ormai di correggere la Marta che c’è in noi, è tempo di crescere dunque nella fede e riconoscere che solo mettendoci ai piedi del Cristo impareremo la strada per amare i fratelli e raggiungere così la vita eterna, il solo modo per praticare davvero la sequela di Cristo, seguire l’esempio che Lui ci ha dato, accogliere l’eredità che Egli ci ha lasciato, che ha lasciato cioè a tutti coloro che vogliono gloriarsi solo nel Suo Nome, nel servizio al prossimo e nell’umiltà. Quale grande gesto di umiltà ha compiuto appunto Maria: mettersi ai piedi del Suo Maestro e prestare ascolto alla Sua Parola… ella si è presa davvero la parte migliore! Facciamo dunque anche noi la stessa cosa, perché finalmente la nostra vita cominci ad assumere un sapore diverso, e il nostro cuore possa gioire come se fosse davvero ogni giorno festa, perché ogni giorno il Signore attende di vederci un po’ ai Suoi piedi, anche in silenzio, anche solo scambiandoci qualche sguardo… A Lui basta poco, quel poco dato però con tutto il cuore…
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