Focolai di preghiera

16 febbraio 2011

 

 

 

 

 

 

 

"Fate tutto quello che Egli vi dirà"

 

 

 

Canto iniziale: "Il Signore è la mia Salvezza"

 

 

 

Introduzione 

 

Con il cuore colmo di gioia, eleviamo al Signore il nostro grazie in occasione del IV anniversario della nostra comunità! In questo momento così solenne vogliamo chiedere al Signore che ci confermi nel cammino intrapreso e ci doni la grazia della santa perseveranza. Non sono mancati in questi anni momenti di difficoltà e di sofferenza. Pensiamo a tutti i viandanti, specie a quelli che sono lontani e che ci seguono con tanto affetto. Per noi e per loro chiediamo al Signore che ci aiuti ad essere sempre di più trasparenza e riflesso del suo grande Amore. Ci affidiamo alla Vergine Maria, che oggi come allora, ci invita a fare tutto quello che il Signore Gesù ci chiede, per continuare ad essere veri viandanti della Carità, testimoni credibili della Sua presenza nel mondo.

 

Nel nome del Padre, del Figlio……

 

 

 

Invocazione allo Spirito Santo 

 

O Signore Gesù Cristo, Tu prima di ascendere al cielo hai promesso di mandare lo Spirito Santo per completare il tuo lavoro nelle anime dei tuoi apostoli e discepoli: concedimi di ricevere lo stesso Spirito Santo così che Egli possa perfezionare nella mia anima il lavoro della tua grazia e del tuo amore;

concedimi lo Spirito di Sapienza, perché io possa disprezzare le cose transitorie di questo mondo e gustare solamente le cose che sono eterne;

concedimi lo Spirito di intelletto, per illuminare la mia mente con la luce della tua divina verità; concedimi lo Spirito di Consiglio, perché io possa sempre scegliere la via più sicura per piacere a Dio compiendo la sua volontà;

concedimi lo Spirito di Fortezza, perché io possa portare la mia croce con Te e possa superare con coraggio tutti gli ostacoli che si oppongono alla mia salvezza;

concedimi lo Spirito di Scienza, perché io possa conoscere Dio e me stesso e crescere in perfezione nella scienza dei Santi;

concedimi lo Spirito di Pietà, perché io possa trovare, con l'amore di un figlio, il servizio di Dio dolce e amabile; concedimi lo Spirito di Timor di Dio, perché possa riempirmi di un amorevole rispetto verso Dio e possa temere in ogni modo di dispiacergli.

Ti prego dunque Signore, segnami con il sigillo dei tuoi veri discepoli e animami in tutte le cose con il tuo Spirito. Amen.

 

 

Preghiamo il Salmo 137, se siamo insieme a qualche altro viandante è bene pregarlo a cori alterni, altrimenti se da soli, lo preghiamo lentamente.

 

  

Salmo 137

 

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:

hai ascoltato le parole della mia bocca.

Non agli dèi, ma a te voglio cantare,

 

mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:

hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.

 

Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,

hai accresciuto in me la forza.

 

Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,

quando ascolteranno le parole della tua bocca.

 

Canteranno le vie del Signore:

grande è la gloria del Signore!

 

Perché eccelso è il Signore, ma guarda verso l'umile;

il superbo invece lo riconosce da lontano.

 

Se cammino in mezzo al pericolo,

turni ridoni vita;

contro la collera dei miei avversari stendi la tua mano

e la tua destra mi salva.

 

Il Signore farà tutto per me.

Signore, il tuo amore è per sempre:

non abbandonare l'opera delle tue mani.

 

Gloria al Padre….

 

 

 

Alleluia, Alleluia!

 

Giovanni 2, 1,12

 

Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: "Non hanno vino".

E Gesù le rispose: "Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora". Sua madre disse ai servitori: "Qualsiasi cosa vi dica, fatela".Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: "Riempite d'acqua le anfore"; e le riempirono fino all'orlo. Disse loro di nuovo: "Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto". Ed essi gliene portarono. 9Come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto - il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l'acqua - chiamò lo sposo 10e gli disse: "Tutti mettono in tavola il vino buono all'inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora".

Questo, a Cana di Galilea, fu l'inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

 

 

Riflessione al Vangelo

 

Questo è un matrimonio veramente strano: manca la sposa, il ruolo dello sposo è appena accennato. E Giovanni, l'unico che parla di questo che fu il primo "segno" di Gesù,. Vi do, allora, una delle interpretazioni più accettate dagli studiosi, che vedono in questo brano il rinnovo dell'alleanza tra Dio e il suo popolo Israele. Alleanza divenuta stanca, svuotata di senso, resa difficile dall'abitudine e dalle vicissitudini della quotidianità. Le giare – usate per la purificazione – sono evidente simbolo di questa difficoltà: sono in pietra, materiale che richiama la staticità, il peso, l'assenza di flessibilità, e sono sei, cioè sette – numero della perfezione – meno uno. Maria, figlia di Israele, la parte del popolo attenta alla Parola, fedele alla promessa, si accorge dell'assenza del vino, segno della gioia messianica.

E Gesù interviene, è lui il vero sposo, lui che prende l'acqua e la trasforma nel vino della nuova alleanza. Co-protagonisti di questa miracolosa conclusione sono i servi: perplessi all'inizio, assecondano le strane richieste dell'ospite ed ottengono il prodigio. Essi sono l'immagine della parte fedele di Israele, che non si scoraggia, che tiene duro, che resta fedele. La sposa, evidentemente, la grande assente, è la nuova umanità, il nuovo Israele, la comunità dei credenti che ascolta e celebra questo brano delle nozze di Cana.

Iniziando il tempo ordinario, veniamo coinvolti in questo straordinario vangelo che ci ricorda – nei primi giorni dell'anno nuovo – alcune verità che ci danno speranza.

 

 

Silenzio 

 

 

Ricordare le intenzioni di preghiera affidate alla nostra comunità e la nostra comunità stessa.

 

 

 

Preghiera per la nostra comunità  

 

O Signore, apri il nostro cuore e comprenderemo le Parole del Figlio tuo. 

Aiutaci a camminare nella via dei tuoi sentieri 

e a non anteporre nulla alla tua volontà. 

Fa’ che ognuno di noi possa essere seminatore 

di speranza, di pace e di perdono. 

I nostri occhi sappiano diffondere 

lo sguardo penetrante del tuo Amore 

e riuscire a vedere le necessità e le sofferenze dei fratelli. 

Le nostre mani siano capaci di stringere legami autentici e duraturi, 

non solo con chi ci ama, 

ma anche e soprattutto con coloro che ci odiano e ci perseguitano,  

affinché tutti possano sentirsi afferrati dal tuo paterno soccorso. 

I nostri piedi si impegnino a solcare le tue orme 

per arrivare fino agli estremi confini della terra 

e poter andare verso chi, a causa del dubbio, del dolore si è fermato 

e non ha più la forza di riprendere il cammino. 

Fa’ che le nostre parole siano sempre ispirate da Te, 

per poter infondere in ogni uomo, ed in particolare in chi soffre, 

la gioia di chi si sente amato e consolato. 

Manda il tuo Spirito, affinché sappiamo discernere 

quali vie portano alla schiavitù del peccato 

e quali invece alla pienezza dell’incontro con Te. 

Dacci il coraggio di saper dire no a tutto quello 

che ci allontana da Te e ci induce alla tentazione 

e la forza per intessere la nostra vita di opere buone, 

per poter essere testimoni credibili 

della tua presenza in mezzo a noi.

Aiutaci a non lasciarci prendere dalla bramosia di possedere, 

ma a saperci sempre affidare alla tua Divina Provvidenza, 

a non lasciarci afferrare dalla gelosia,

 ma a saper essere motivo di unione con tutti i nostri fratelli. 

E soprattutto aiutaci a non cadere nella trappola 

di chi si sente già arrivato, 

per continuare ad essere veri viandanti della Carità, 

portatori di Amore per le strade della vita. 

La nostra Comunità Tabor sia per tutti luogo accogliente, 

dove poter fare esperienza di Te, del tuo Amore 

e vivere in pienezza la stravolgente bellezza 

della tua Trasfigurazione. 

La Vergine Maria ci tenga per mano e, discesi dal monte, 

ci indichi la strada che porta a Te, 

per arrivare un giorno a contemplare in eterno 

il volto glorioso della tua misericordia.

 

 

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen

 

  

 

Canto finale: “Inno alla Carità”