4. L’AMORE E “LE PICCOLE COSE”
La vita interiore è fatta di tanti
piccoli atti di amore, di corrispondenza e di delicatezza verso il Signore.
Durante la nostra vita non avremo spesso da offrirgli cose grandi, però ogni
giorno lo incontreremo nei piccoli fatti nei quali, con la nostra fedeltà,
possiamo riconquistarci il suo amore. A volte sarà saper ascoltare, altre,
passar sopra alle proprie preoccupazioni per prestare attenzione a quelli che ci
stanno accanto, non arrabbiarci per cose non importanti, non essere
suscettibili, essere cordiali, pregare per una persona che ha bisogno, non
criticare nessuno, saper ringraziare : cose che sono alla portata di tutti… e
così succede in tutte le virtù. Per essere fedeli nelle cose ordinarie bisogna
amare Dio, e, a sua volta, l’amore a Dio si manifesta nelle minuzie della
giornata. Quando ci si avvia sulla strada della tiepidezza, si comincia a dar
poco peso ai dettagli nella vita di pietà, nel lavoro, nelle virtù, e si finisce
per trascurare anche le cose importanti. Si trascura la puntualità stabilita
nella Confessione, si arriva quasi sempre in ritardo alla Santa Messa, si
diventa disordinati, per mancanza di mortificazione, con gli strumenti di lavoro
o personali. La fedeltà di tutta una vita, la santità, è la fedeltà alle cose
piccole, e del sapere ricominciare da capo quando per la nostra fragilità
perdiamo il giusto cammino. Il Signore stesso, pochi giorni prima della
Passione, ci indicò, in un modo singolare, il valore che le piccole cose hanno
al cospetto di Dio, e attraverso le piccole cose possiamo catturare la sguardo
di Cristo commosso dall’amore che vi mettiamo. Ciascuno può pensare alle
molteplici opportunità della giornata per far diventare prezioso il giorno più
grigio. Gesù gradisce sempre quello che gli presentiamo: tutto può acquistare un
valore nuovo. La differenza tra una genuflessione fatta bene o fatta male è poca
cosa, ma è molto agli occhi di Dio: la prima è un atto di adorazione, una
dimostrazione di fede, l’altra uno sgorbio ridicolo. E’ nelle sfumature che si
distingue una risposta data in tono corretto, da figlio di Dio, dalla stessa
risposta data sgarbatamente, senza attenzione alla persona con cui si parla. In
questi dettagli, infatti, si manifesta la virtù della carità. E’ bene curare la
periodicità che ci siamo fissati per la Confessione, la puntualità alla santa
Messa, la buona preparazione alla Confessione, l’osservanza rigorosa del digiuno
previsto dalle norme liturgiche, e dopo dedicare alcuni minuti per il
ringraziamento. Il cristiano di vera fede deve avere molta cura di tutto ciò che
direttamente si riferisce a Dio. Che cosa direbbe se arrivasse un ospite a casa
nostra e la trovasse in disordine? Lo stato di questa casa, può essere
paragonato a quello di un’anima che trascura le attenzioni verso il Signore. Che
succederebbe se, in tali condizioni, lo invitassimo nella nostra casa, nella
nostra anima? Perché Gesù viene di persona nella santa Comunione, con il suo
Corpo, con il suo Sangue, con la sua Anima e la sua Divinità. Gesù ci potrebbe
dire: mi hai trattato senza i dovuti riguardi. Per preparare bene la santa
Comunione è necessario avere disposizioni interiori di fede, di umiltà, di
amore, il desiderio della Confessione frequente, e anche le dovute disposizioni
esteriori: il digiuno prescritto, il modo di vestire, il raccoglimento. Il
Signore sempre ci aspetta con tenerezza dopo la Messa e la Comunione. “L’amore
per Cristo, che si offre per noi, ci fa trovare, al termine della Messa, alcuni
minuti per un ringraziamento personale. Senza fretta, perché nulla è più
importante di questi minuti da trascorrere con il Signore, conservando
gelosamente l’Eucarestia appena ricevuta. Nei nostri Tabernacoli c’è Gesù vivo,
ma tanto indifeso come sulla croce. Ci si dona perché il nostro amore lo
custodisca e lo curi come meglio è possibile, senza badare al denaro, al tempo,
alla fatica. Nella cura delle piccole cose, come avviene nell’amore umano, si
manifesta il nostro amore a Dio; il fatto di trascurarle rivela invece
negligenza, tiepidezza: disamore.
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