5. LA TIEPIDEZZA
Come ciechi e "affaticati"
cadiamo nella: Tiepidezza. Se il cristiano cade nella tiepidezza perde la gioia
e, per colpevole negligenza, allontana dalla mente e dal cuore l'immagine di
Cristo: non lo vede e non lo ascolta. La tiepidezza è il pratico disprezzo
dell'orazione e del sacrificio quotidiani, è il pensare "soltanto a se stessi e
alle proprie comodità", è mancanza di finezza nel rapporto con Dio, è poca
delicatezza, è "malavoglia nelle cose che si riferiscono al Signore",è l'amor
proprio che porta ad agire per motivi umani. La santità del cristiano, invece,
sta nell'amore e nella devotio, cioè nella fede amorosa e nell'amore che crede.
La tiepidezza è davvero una grave malattia dell'amore, e può colpire in
qualsiasi età della vita interiore. Causa della tiepidezza è sempre lo
scoraggiamento, la mancanza di speranza, di fede e di carità. San Tommaso
definisce la tiepidezza come "una certa tristezza che rende l'uomo tardo a
compiere gli esercizi dello spirito, a causa della fatica del corpo". San
Tommaso, inoltre ci dice che la devozione, è come "la volontà decisa a
impegnarsi in tutto ciò che appartiene al servizio di Dio". Questa devozione
scompare, invece, nello stato di tiepidezza. Essa è sterile e dannosa, mentre
l'aridità purifica l'anima e la conduce a una maggiore unione con Dio. Sono
poche le cose desiderate così fortemente nella vita quanto la gioia e la
felicità. Si ha l'impressione,talvolta, che queste parole-felicità, gioia, pace-
esprimano realtà che somigliano a rare monete da collezione, di grande valore e
difficili da reperire. La tranquillità l'hanno chiamata pace; la risata
fragorosa, allegria; il piacere effimero, felicità; e così via. La vera gioia e
la vera pace si trovano in Dio; al di fuori di lui non potremmo mai
raggiungerle. Un giorno, rivolgendosi ai discepoli, il Signore disse: “Beati i
vostri occhi perché vedono i vostri orecchi perché sentono”. La gioia- dice san
Tommaso- è il primo frutto dell’amore e, pertanto, della donazione. Dimmi dove
sta la tua felicità, potremmo dire, e ti dirò dov’è il tuo cuore. Noi siamo
felici quando il Signore è dentro la nostra vita, quando non lo perdiamo di
vista, né i nostri occhi sono appannati dalla tiepidezza o dalla mancanza di
generosità. E’ in Cristo la nostra speranza. Poiché Cristo vive: Cristo non è un
uomo del passato, che visse un tempo e poi se ne andò lasciandoci un esempio
meravigliosi. La gioia cristiana ha una natura speciale: sa mantenersi salda in
mezzo a tutte le bufere della vita, anche nei momenti più oscuri. Quando un
cristiano è infelice e triste, vuol dire che qualcosa non va proprio nella sua
anima. La fede è la sorgente della gioia cristiana. Il nostro ottimismo non si
basa su ragioni umane, ma ha il suo fondamento in Dio. Chi vive della fede
incontrerà difficoltà e lotta, dolore e anche amarezza, mai però lo
scoraggiamento o l’angoscia, perché sa che la sua vita è utile, sa il perché
della sua esistenza terrena. Quando ci sembra che tutto crolli davanti ai nostri
occhi, non crolla nulla, perché “ Tu sei il Dio della mia difesa” Per di più
senza ostacoli non ci sarebbe la possibilità di vincere, ne le virtù potrebbero
raggiungere il livello richiestoci da Gesù. L’uccello può volare non solo perché
ha le ali, ma anche per la resistenza dell’aria. Lui solo è sicuro baluardo che
resiste a tutto; non vi è tristezza che Egli non possa curare. “Non temere,
soltanto abbi fede” Tutti abbiamo bisogno di felicità. Paul Claudel, dopo la
conversione, era solito ripetere: “Dite a tutti che l’unico dovere è la
felicità” Perché essa è il segno che amiamo il Signore e che stiamo facendo un
gran bene agli altri e a noi stessi. Dobbiamo essere come i primi cristiani: il
loro modo di vivere attraeva per la pace e l’ottimismo con cui affrontavano i
piccoli impegni quotidiani, o per la serenità davanti al martirio. Così dobbiamo
essere noi, cristiani di oggi: seminatori di pace e di gioia, della pace e della
gioia che Gesù ci ha guadagnato. La casa di una famiglia cristiana dev’essere
allegra, perché la vita soprannaturale da slancio alle virtù della generosità,
della cordialità, dello spirito di servizio… tanto strettamente legate alla
gioia. La gioia di Dio è la nostra grande forza e un potente alleato
nell’apostolato, perché ci aiuterà a trasmettere il messaggio di Gesù in modo
amabile.
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