IL COMANDAMENTO PIÙ GRANDE:
AMA IL TUO PROSSIMO COME TE STESSO

 

 

Questo comandamento che ci viene proposto, perché Dio alla fine ci lascia sempre liberi di agire, non ci obbliga con forza a seguirlo, ma ci invita a seguirlo facendoci intravedere le realtà future del suo regno.

Perciò la sequela a Cristo, povero e crocifisso, si adempia nella gratuità e nell’amore reciproco, nella disponibilità generosa a distaccarci dalle vane cose del mondo.

Torniamo al nostro brano .

Gesù afferma con forza il primato dell’amore. L’amore vero, quello gratuito e senza interessi, puro e autentico, esiste solo se è libero e spontaneo, amare e l’andare incontro all’altro gratuitamente senza preconcetti. L’amore cresce e si sviluppa solo se cerca nuovi spazi: con l’ascolto, l’affetto, la meditazione, l’accoglienza, il farsi prossimo. Ecco qual è il maggior comandamento, quello prioritario.

Per sé il primato su ogni cosa  dovrebbe spettare all’amore di Dio come Creatore e fonte di ogni bene, intenso come risposta a quell’amore originario e fondamentale, da cui scaturisce e in cui si placa ogni essere e ogni  agire. Ma san Giovanni ci dice:  “Chi non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede”: per lui l’amore stesso di Dio è esclusivamente mediato dall’amore del prossimo. Perciò siamo chiamati a intravedere, anche se a volte e difficile a vedere l’amore di Dio attraverso il prossimo specialmente in quelle situazioni difficili.

Uno può amare solo se è amato. Altrimenti non sa che cos’è l’amore; ignora anche il presupposto dell’amore, che è quello di amare se stessi. Infatti ci si può amare solo se si sente oggetto di amore. Amare se stessi è la cosa più difficile: suppone di sentirsi amati incondizionatamente . perciò l’amore si misura dal proprio amarsi, come ci si ama cosi si riversa sull’altro.

Amarsi, accertarsi, donarsi, non e facile, amarsi presuppone di doversi accettarsi con i propri limiti, le proprie povertà, non nascondersi dietro a false apparenze, riconoscersi piccolo dinanzi a Dio, chiede di camminare insieme a.., ma chiede ancor più di accettare l’altro con la sua diversità, senza preconcetti, non aggredirlo, certo non e facile specialmente se ci sono state offese o rifiuti o danni gravi che portano ad allontanarli, ma bisogna amarli ugualmente, anche se non ci sono più rapporti.

Gesù inoltre ci ha mostrato in modo concreto e umano in che cosa consiste l’amore e come si realizza: nel servizio fedele ai fratelli fino alla morte, facendo agli altri tutto quanto vuoi che gli altri facciano a te. (cf. Mt. 7,12).

Perché l’amore e Dio. E in Dio termina anche l’amore del prossimo, che fa tornare l’uomo al suo principio, l’amore.

Lasciamoci conquistare dall’amore infinito di Dio, che ci plasma a immagine e somiglianza di lui, lasciamo tutte  quelle cose che ci allontanano dal vero bene, attacchiamoci invece alla potenza della carità fraterna vincolo di santità e di giustizia, superando ogni diversità, ogni tribolazione, immergiamoci nell’oceano della misericordia infinita di Dio.

Vi  do un comandamento nuovo: << amatevi come io ho amato voi, di amore vicendevole>>.

Fr. Luciano

   

 

* Proponi una tua riflessione scritta con il metodo della Lectio Divina sul brano Gv 15, 9-17

 

 

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