A che punto sto?
“Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna”
Quali cose realmente importanti per la vita mi vanto talvolta di sapere, di conoscere, di saper fare?
In quali circostanze ho trovato in me che “la scienza” (anche piccola, dalla ricetta di cucina alla laurea) “gonfia”?
Quali persone veramente “impegnate” ho incontrato nella mia vita capaci di costruire più di me?
Talvolta scopro in me o in qualche altra persona lo sguardo o la faccia di uno che la sa lunga: come reagisco?
“Se avessi il dono della profezia....”
ho incontrato persone nella mia vita realmente capaci di leggersi dentro. Per esempio...
altre realmente capaci di leggermi dentro. Per esempio...
altre capaci di leggere dentro le situazioni per coglierne radici e sviluppi; per esempio...
“La Carità è paziente...”
tento di vedere nell’altro, magari superficialmente altezzoso, quegli aspetti di sofferenza, di fallimento o forse anche di meschinità e piccineria che mi inducono verso la tenerezza?
scopro nell’altro, che magari non ci pensa minimamente, la persona nascosta di Gesù che li giudicherà sulla carità il giorno del giudizio?
richiamo la figura del Crocifisso che perdona i crocefissi ed invita anche ne, nel mio piccolo, a ripetere il suo gesto?
sento nel mio cuore il desiderio di vivere nella pace, nonostante quella situazione, perché la pace è bella?
ricordo con gioia quella volta che lentamente, faticosamente ho sostituito la irritazione con la tenerezza?
Come provo, nella vita di ogni giorno a riportare la pace interiore nel mio cuore?
“La Carità è benigna...”
mi fermo a volere di cuore il bene dell’altro?
mi fermo a sentire che proprio mentre voglio il bene dell’altro sul serio, si allontana anche l’irritazione che sottilmente mi avvelena?
cresco, cresco, cresco in amore, in gioia?
“La Carità non è invidiosa...”
chi invidio?
cosa invidio?
quando mi capita di provare questo sentimento?
come cerco di allontanarlo?
riesco ad accontentarmi di quello che ho? oppure sono sempre alla ricerca di avere?
“La Carità non si gonfia...”
come vivo nel quotidiano una appassionata volontà di nascondimento, a cominciare dal vestito, dalla macchina, dalla casa, dalla posizione, dal cedere il discorso, dal tacere in silenzio quando potrei luccicare?
l’umiltà si esprime assai nel silenzio! Mi capita che, dicendo qualcosa di interessante, o peggio di pungente, potrei mettermi in evidenza?
Avverto il silenzio come la terra buona dalla quale nascono parole operatrici di bene e non ortiche?
come verifico nella mia vita che tanto, tantissimo malumore nasce da quel velenoso desiderio di fare bella figura?
“La Carità non cerca il suo interesse...”
gioisco della gioia degli altri?
Chi trova una persona realmente disinteressata trova una calamita di luce sul suo cammino. Chi ricordo più distintamente?
“La Carità non si adira....”
come vivo nel quotidiano questa mia splendida possibilità di soffrire senza insofferenza?
“La Carità non tiene conto del male ricevuto...”
ho eliminato dal mio cuore quei focolai di sofferenza che mi ha provocato quella situazione?
chiedo al Signore la grazia di avere un cuore nuovo?
So perdonare?
“La Carità non gode dell’ingiustizia ma si compiace della verità...”
verifico nella mia vita il gusto di poter dire, esprimere, tutta la sincerità, assieme alla carità?
mi è capitato di camuffare la sincerità con la spontaneità animalesca di voler vomitare quello che mi “stava sullo stomaco”?
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