...il cuore ne comprende il senso!
Estate 2009
Carissimi Amici viandanti e simpatizzanti,
eccoci di nuovo immersi nella stagione più attesa dell’anno, almeno per alcuni, ovvero: l’estate! Forse i più piccoli sono tra quelli che attendo l’estate con più forte viva emozione, perché possono mettere fuori il meglio di sé e vivere la libertà degli spazi aperti che, ahimé, non hanno durante gli altri periodi dell’anno. Per noi più grandi, l’estate si presenta variegata da mille sfaccettature, da non pochi ricordi e da tanti progetti già maturati durante tutto l’arco dell’anno!
La proposta che ogni anno vi rinnovo con questa, ormai, tradizionale lettera per l’estate, è quella di cercare di cogliere in questa stagione l’opportunità che ci viene data per ritemprare non solo il corpo come è giusto che sia, ma anche e soprattutto l’anima. Ognuno di noi deve vivere l’estate come il momento della verifica, della progettazione, il momento del relax, ma anche dell’allenamento spirituale. Nella nostra meditazione, quest’anno, voglio sottolineare alcuni aspetti che riguardano la vita della nostra Comunità, ritornare alle motivazioni fondanti del nostro stare insieme, cercando per quanto umanamente sia possibile, di evitare situazioni in cui diamo facile lasciapassare al divisore, che come scopo ha quello di mettere disordine e scompiglio tra i fratelli. Come responsabile, durante il corso dell’anno ho l’occasione di sentire e di accogliere direttamente o anche indirettamente critiche, suggerimenti e consigli e, tante volte, mi accorgo di quanto sia sottile il tranello in cui cadiamo, afferrati forse dalla gelosia di prevalere sugli altri oppure soltanto dalla voglia sfrenata di trovare il capro espiatorio dei nostri stati d’animo.
Non importa, fondamentale è continuare ad esserci, senza nascondere le nostre debolezze e impegnandoci ovviamente a migliorare. Sono tre gli ambiti in cui siamo chiamati a riflettere:
Con Dio: questo aspetto della nostra esistenza è quello a volte più sottovalutato. Ci nascondiamo dietro al fatto che Dio è misericordia, per rimandare a più non posso tutte le occasioni di conversione che il Signore ci manda. Ci nascondiamo dietro alle nostre debolezze, per non prendere sul serio la proposta che ci viene dal Vangelo e, trincerati dietro alla solita, banale considerazione del: “non è facile…”, ci ripieghiamo su noi stessi e facciamo finta di non essere mai stati interpellati. Se questo rapporto fa acqua da tutte le parti, immaginate che cosa sarà degli altri ambiti. E’ qui che noi ritroviamo la linfa per andare avanti nel cammino, è qui che il volto di ogni fratello porta i tratti del volto di Dio, è qui che le nostre debolezze trovano giustificazione, è qui che facciamo esperienza della nostra salvezza. Tutto si gioca qui! Dobbiamo ogni giorno, attraverso la preghiera personale e ancor più comunitaria, alimentare questo rapporto. I sacramenti ci aiutano a rifocillarci a questa fonte inesauribile d’Amore. Nella vita spirituale siamo chiamati ad essere perseveranti, testardi, parsimoniosi, docili e attenti, per fare in modo che la nostra vita sia un continuo fare la sua volontà. Tutto questo ci aiuta a riflettere sul secondo aspetto che vi invito fortemente a tenere in considerazione:
Con me… qui la riflessione si sbizzarrisce, ma ci spaventa pure e non poco. Guardare nel profondo di noi stessi credo costituisca la cosa più difficile e dolorosa che esista, ma anche la più importante per fare quel salto di qualità che ad un certo punto siamo, almeno lo spero, obbligati a sperimentare. Conoscere e accettare se stessi, guidare e dominare se stessi: non è cosa da poco. In realtà non ci conosciamo fino in fondo e non sempre siamo capaci di tenerci a bada. Non conosciamo le nostre reazioni future, anche se ci sforziamo di conoscere bene le nostre sconfitte, ma tutto questo non deve essere motivo di scoraggiamento. Ognuno deve impegnarsi ad accettarsi così com’è, senza mai dimenticare di essere fragilità, limite! Se continuiamo ad essere ripiegati su noi stessi faremo sempre e solo esperienza del nostro peccato, dobbiamo invece riporre in Cristo la nostra vita ed in Lui rileggere la nostra storia personale. D’altronde è Lui che ci fa sentire accolti ed amati, nonostante la nostra debolezza. Anzi, è proprio questa debolezza a farci sentire ogni giorno sempre di più il bisogno insaziabile di Dio. Mi vengono alla mente le parole di Pietro, quando dice a Gesù: “Signore, da chi andremo? solo tu hai parole di vita eterna”(Gv 6,68). Solo tu non deludi, non inganni, solo tu ci ami per quello che siamo! Non siamo noi la testata d’angolo, ma è Lui la roccia sulla quale costruire la nostra identità. Fare esperienza di questo amore nella nostra vita, ci porta ad amare anche i nostri lati negativi, che sono passaggio obbligatorio per cominciare ad amare tutti quelli che camminano con noi. Nessuno infatti può amare gli altri se non è in pace con se stesso:
Con gli altri... Tante volte faccio i conti con persone che vivono le loro relazioni sentendosi superiori a chi hanno davanti e questo è un rischio da cui nessuno deve sentirsi esente. Troppi giudizi affrettati, troppe superficialità da eliminare. Siamo chiamati a guardare gli altri non dalla testa ai piedi come ci capita spesso fare, ma con gli occhi di Dio, gli stessi occhi di misericordia che guardano noi, che non ci rimproverano, che non ci giudicano, che non ci condannano al patibolo, ma che semplicemente ci amano! Noi non siamo e non dobbiamo essere un sinedrio per i nostri fratelli. Come guardiamo noi gli altri? E cosa facciamo per gli altri? Quante inutili lamentele, quante infantili considerazioni... Alcune volte sembra quasi che vorremmo possederli, come fa il mondo per asservire e sfruttare. Siamo chiamati invece a scoprire tutto il bene presente nei nostri fratelli, solo allora riusciremo a capirli e a stimarli. E’ l’amore di Dio che deve guidarci nelle nostre relazioni, lo stesso amore che svela i segreti dei cuori e porta allo scoperto il bene nascosto negli altri che noi non immaginavamo. E tutto questo ci aiuta a lodare e ringraziare il Signore, che anche nella vita dei fratelli, come nella nostra, ha spesso scritto diritto sulle righe storte. E quanto è importante saper chiedere scusa…..!
Cari amici viandanti, queste riflessioni devono aiutarci a capire che nessuno di noi è perfetto, che ognuno deve impegnarsi a rendere più bella la nostra comunità ed i vari ambiti in cui vive. La bellezza dello stare insieme, anche se si è in tanti, deve rafforzare lo spirito d’amore di cui siamo promotori nel nostro cammino! Il mondo oggi non ha bisogno di “parolai specializzati”, ma di testimoni capaci di mostrarci il vero volto di Dio.
Io mi auguro che questa estate possa essere per ciascuno di noi motivo di riflessione ma anche di rinnovato impegno. Ognuno si adoperi affinché: il cuore ne comprenda il senso!
Con l’affetto di sempre
Don Fabio Di Martino
07.06.09 Solennità della SS. Trinità
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