IL MONDO INTERIORE
La conoscenza di sé è un compito arduo, e alcuni psicologi sostengono che si può avere un quadro relativamente completo e corretto di chi siamo, solo a partire dai quarant’anni. Non bisogna dimenticare che il cammino della conoscenza di sé richiede un lavoro arduo che, in un certo senso, non ha mai fine, perché mai termineremo di conoscerci. Quando l’uomo volge lo sguardo a sé stesso, procede per tentativi, per supposizioni, etc…. Infatti chi si sforza di “trovare sé stesso” vi riesce e scoprirà anche un nucleo di riferimenti interni con cui identificarsi. Certo, nel percorso della vita, continueranno ad affacciarsi imprecisioni e dubbi che solo il tempo e le esperienze vissute sapranno chiarire. Se il nostro agire non fosse dettato da questi atteggiamenti interiori, se non fosse la manifestazione dei nostri principi personali, se i nostri atti non nascessero dal nostro mondo interiore, la nostra vita si risolverebbe in un attivismo spersonalizzato. Allora l’uomo si interroga su sé stesso, volge lo sguardo a ciò che è e non solo a ciò che fa, nel tentativo di trovare risposte all’interno del suo mondo interiore. Sembriamo spesso vivere in un costante oblio, lontani da noi stessi. Gli uomini si distinguono gli uni dagli altri per la loro fisionomia, ciò che è racchiuso dentro ogni persona non è sempre uguale, né in qualità né in quantità. Non c’è anima che abbia lo stesso valore. L’anima è un po’ come un armadio: ce ne sono di pieni e di vuoti, che contengono oggetti futili o preziosi, di ordinati o di disordinati; c’è n’è per tutti i gusti. Il corpo è il tempio che custodisce l’intimità dell’uomo. Talvolta, a sentire certi commenti, si direbbe che l’uomo si riduca al suo solo aspetto esteriore. Si insiste di continuo sulla necessità di curare la nostra immagine; oggi si pensa al culto del corpo, alla cura dell’aspetto fisico; lo sport, le palestre, la medicina preventiva, l’alimentazione etc.. Curare il proprio corpo è importante, però ritengo che così facendo, sottraiamo tempo al nostro mondo interiore, che necessita delle nostre attenzioni, in quanto è di gran lunga più vasto e più complesso. Che cosa vuol dire dedicare più tempo al nostro mondo interiore? Vuol dire, pensare, si, ma a che cosa? Basta qualche istante per distrarsi e identificare questa attività con una perdita di tempo. Non è questo il cammino giusto; forse la giustificazione di tale stato di cose risiede nel fatto che la nostra civiltà ha messo l’accento soprattutto sul “fare”. Si ricercano soprattutto uomini efficienti, cioè che siano in grado di sviluppare un’attività intensa ed efficiente. E’ proprio la nostra capacità di pensare che ci distingue dagli animali. Certo, possiamo chiedere un consiglio agli altri, ma la nostra vita deve essere il frutto delle nostre decisioni. Altrimenti, il nostro “armadio”, un tempo ben fornito, finirà per svuotarsi. In questi momenti può esserci d’aiuto la nostra cultura. Infatti senza la cultura il nostro mondo interiore è arido. E’ un’arma efficace per svelare parte del mistero che racchiude ogni uomo. Ma la cultura non si improvvisa. Se pochi minuti sono sufficienti per cambiare l’aspetto di una persona; un buon taglio di capelli, un vestito elegante, e un buon profumo possono fare miracoli, di conseguenza un ragionamento profondo, principi solidi e vaste conoscenze, tutto questo e altro, si ottengono con l’impegno e nel corso del tempo. Non basta sapere molte cose per essere colti. Bisogna avere una spiegazione coerente e vera sull’uomo e sul mondo in cui vive. La cultura integra e mette in relazione, cerca interpretazioni che unifichino i diversi ambiti del sapere, appianando le possibili discrepanze che potrebbero sorgere tra le diverse discipline. Detto in altri termini: il mondo interiore influisce sul corpo. Lo sguardo, i lineamenti del volto, i gesti, lo stesso timbro di voce, non hanno origine esclusivamente da un organo fisico, ma assumono sfumature e sono vivificati dall’umore,dal modo di essere che nasce dal più profondo di noi. A coloro che sono così preoccupati della propria immagine andrebbe ricordato che ciò bisogna arricchire il proprio mondo interiore.
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