IL DISCERNIMENTO
OBIETTIVO
Scopo di questa riflessione è quello di approfondire un aspetto molto importante della nostra vita cristiana: la ricerca di Dio nella storia, nel tempo, nel quotidiano.
E’ quello di richiamare il valore della vita come luogo in cui Dio si manifesta, rivela la sua novità e, attraverso segni spesso misteriosi conduce l'esistenza nostra personale, quella della chiesa, quella della vita di tutti gli uomini.
ALLA SCUOLA DELLA PAROLA
Diceva ancora alle folle: "Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade. Ipocriti! Sapete giudicare l'aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo? " (Lc 12, 56-54)
Capire il proprio tempo
Queste poche righe dei Vangelo di Luca ci invitano a riflettere sulla necessità di capire il tempo che stiamo vivendo. E ci insegnano parecchie cose: che capire il tempo in cui si vive è importante per la propria esperienza di fede; che il tempo si comprende scrutando e interpretando i segni che in essi si manifestano; che l'interpretazione dei segni non è sempre un'operazione facile. il rimprovero di Gesù sembra lasciar capire che ciò che rende difficile la lettura dei tempi è non solo la difficoltà che è nel segno: la sua opacità, la sua scarsa leggibilità, ma anche un difetto dello sguardo. Se chi guarda non sempre riesce a capire il segno, questo sta ad indicare che lo sguardo non è libero, che il cuore non è accogliente del messaggio contenuto nel segno. Per questo Gesù si rivolge ai suoi ascoltatori chiamandoli ipocriti.
La necessità di "leggere il tempo"
Se c'è una caratteristica tipica della nostra fede è che essa è una fede storica. Il Dio dei cristiani è un Dio che si manifestato nella storia del suo popolo, che si è rivelato dentro le vicende del popolo, che ha fatto conoscere il suo mistero di amore accompagnando il popolo verso la salvezza e la libertà. Il Salmo posto all'inizio di questa riflessione loda Dio proprio per questo.
Il tempo "creatura di Dio", la storia umana, la nostra storia personale... non sono dunque elementi marginali o secondari per la nostra fede: noi incontriamo Dio, facciamo l'esperienza di Lui dentro la storia, dentro la vita; la nostra fedeltà a Lui non passa in un intimistico faccia a faccia da cui è escluso tutto il resto, ma passa proprio, attraverso la nostra vita di ogni giorno e la storia del nostro tempo.
Noi cristiani abbiamo il compito di una lettura profonda del tempo: dovremmo essere delle persone particolarmente competenti nell'intuire la presenza di Dio dentro le situazioni storiche e concrete.
Dobbiamo manifestare che la storia è una parola di Dio per noi oggi, e decifrarne i messaggi.
Cercare Dio nel tempo
Il tempo, cioè la storia di oggi, la nostra vita quotidiana... rappresentano “luoghi” entro i quali cercare Dio. Sappiamo che Dio è all'opera anche oggi, che il suo Spirito abita il mondo. Dovremmo avere il gusto, l'interesse e la passione per decifrare questi messaggi di Dio, che continua, in questo modo, a restare con noi.
Se c'è nella coscienza il desiderio di Dio, questo desiderio dovrebbe orientarci a cercare Dio proprio nella vita di ogni giorno, certamente opaca, ma non impenetrabile per chi è animato da sincerità e guidato dallo Spirito.
Non si tratta solo di capire "che cosa Dio vuole da noi", come spesso comunemente si dice, ma soprattutto di scoprire nel tempo la novità di Dio, andare alla ricerca dei segni che ci rivelano Lui, disposti a riconoscerlo anche nei “luoghi” nei quali potrebbe sembrarci meno consueto incontrarlo. La novità di Dio o l'imprevedibilità della sua azione certo ci sfugge se dalla storia ci aspettiamo sempre le solite cose, se non riusciamo ad immaginare che le cose possano andare in modo diverso da come sono sempre andate, se non siamo abituati a pensare che il mondo è anche il luogo della presenza di Dio.
Per scorgere la novità di Dio, bisogna abituarsi a conoscere il mondo, essere curiosi su tutto ciò che lo riguarda, capire il senso dei fatti che avvengono. Il lavoro culturale è un aspetto della virtù dei discernimento; un passo certo molto laico, ma connaturale alla nostra vocazione! verso la ricerca di Dio.
Oltre l'opacità delle cose
Per quanto il rimprovero di Gesù sia sferzante, tuttavia occorre dire che alla nostra fede incerta la storia si presenta molto più come opacità che come trasparenza dei mistero di Dio.
Le cose, le situazioni della vita, i fatti che accadono, anche ad una lettura di fede si presentano spesso incomprensibili, oltre che difficili da accettare. Ci sono dei momenti della nostra storia personale, civile, ecclesiale, che si presentano oscuri, in cui abbiamo l'impressione di vivere nella notte.
E' un'esperienza da cui non sono esenti le persone di fede. Per capire, dobbiamo ricordare che il fatto che Dio si manifesta non significa che smette di essere mistero; Dio si nasconde sempre, anche mentre si rivela.
Non solo: il mondo non è solo il luogo in cui è presente lo Spirito di Dio; nel mondo è presente anche lo spirito del male. Spesso la storia e noi siamo testimoni e protagonisti di una dura lotta tra' lo Spirito di Dio e lo spirito dei male.
Fedeli a Dio nella storia: il rischio della fede
L’oscurità si fa drammatica quando non riguarda solo la nostra possibilità di capire, ma coinvolge le scelte: quando cioè occorre decidersi, quando la luce sembra troppo poca eppure è necessario scegliere.
Molte volte nella vita di un laico si presentano queste situazioni: nelle scelte familiari, professionali, educative, politiche... Spesso occorre decidere senza capire se ciò che si sta facendo è bene, se è il meglio possibile. La vita si presenta con caratteri di complessità tali per cui le scelte sono spesso difficili e l'esercizio della libertà cristiana drammatico. Ma anche, per questo, altissimo!
Il rischio della fede e della libertà cristiane sono il banco di prova della maturità della coscienza, della solidità della sua formazione; ed è anche una continua provocazione per il nostro impegno di conversione, di purificazione.
Questi sono anche i momenti in cui viviamo con gratitudine la possibilità di condividere pensieri e prospettive con persone disposte a condividere la nostra fatica a discernere: amici, che possono aiutarci anche per la condivisione della stessa vocazione e quindi nella vicinanza forse di un'impostazione spirituale abituata a fare i conti con la complessità della storia; un direttore spirituale disponibile a condividere questo difficile scrutare l'azione e le provocazioni dello Spirito nella nostra vita; un gruppo che nel rispetto dei cammini personali, sa essere vicino, rispettoso, ma anche sollecito nell'aiutare a guardare il problema da punti di vista diversi, ad accompagnare e a "portare" con gioia la fatica di uno dei propri componenti.
L'aiuto dello Spirito per scrutare i tempi
La nostra fiducia nell'affrontare le situazioni poggia sulla certezza che lo Spirito, dono per tutti i credenti, è presente nella storia e nella nostra coscienza e che non lascia soli coloro che vogliono vivere da discepoli del Signore. Dice S. Paolo ai Romani: " ... lo Spirito di Dio abita in voi. ( ...) Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio" (Rom 8, 9.14).
Certo nella storia è presente anche il male, ma è presente anche lo Spirito: non dobbiamo rischiare di vedere solo il male e non cogliere nel tempo l'azione misteriosa dello Spirito, che crea cose sempre nuove.
Scheda di approfondimento:
Abbiamo il compito di una lettura profonda del tempo: dovremmo essere persone particolarmente competenti nell'intuire la presenza di Dio dentro le situazioni storiche e concrete.
Quanto è importante il tempo nella nostra vita?
Viviamo la nostra fede dentro il tempo - nel senso inteso nella riflessione svolta prima- oppure cerchiamo di evadere da esso?
Fino a che punto la nostra esperienza ci fa sensibili a questa dimensione?
Fino a che punto il nostro essere cristiani si esercita attraverso questa competenza sul tempo?
Nella storia è presente anche il male, ma è presente anche lo Spirito: non dobbiamo rischiare di vedere solo il male e non cogliere nel tempo l'azione misteriosa dello Spirito, che crea cose sempre nuove.
La nostra sensibilità ci porta a cogliere più facilmente la presenza del male o quella dello Spirito?
Possiamo far conto sul dono di persone disposte a portare con noi la fatica del discernere?
Chi sono queste persone?
Quanto la Comunità ci aiuta in questo?
Molte volte nella vita si presentano situazioni in cui occorre scegliere anche se sembra di non capire: nelle scelte familiari, professionali, educative, politiche ... Spesso occorre decidere senza capire se ciò che si sta facendo è bene, se è il meglio possibile.
Conosciamo anche noi questa esperienza?
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