...ed io ci credo!!

Comunità Tabor – Ritiro estivo 2009
Castelsardo 26 luglio-1agosto
Giorno 31 luglio
La professione di fede di Pietro
Matteo 16,13-19
ED IO CI
CREDO!
L'ultimo giorno di ritiro è come sempre quello meno e più atteso allo stesso tempo: meno atteso perchè segna la conclusione di un'esperienza che si rivela puntualmente ricca, bella e indelebile nel nostro cuore, ma anche il più atteso, perchè ci si prepara a vivere il momento che coronerà le tante emozioni vissute assieme.
Abbiamo cominciato la giornata rivolgendoci al Signore nella preghiera delle lodi, seguita dalla colazione.
Il momento della catechesi è stato incentrato sulla professione di fede di san Pietro. Il Signore chiede ai suoi discepoli: "Voi chi dite che io sia?", e Pietro professa per primo la fede in Gesù, il Figlio del Dio Vivente.
Su modello di san Pietro i viandanti hanno messo per iscritto la loro professione di fede nel Cristo, e di sera, hanno vissuto un momento di Adorazione Eucaristica, durante il quale, prostrati davanti a Gesù Eucaristia, hanno dato conferma della loro fede in Lui.
Durante questo fondamentale quanto intenso
momento conclusivo, abbiamo ripercorso i momenti più importanti vissuti insieme e i temi
approfonditi sulla fede…
Guardare Gesù dritto negli occhi e riconoscerLo come unica guida della nostra
vita: questo è stato lo scopo del momento vissuto insieme, al quale è seguito un
gesto particolarmente significativo: intingere la mano nell’olio profumato e
ungere la mano del vicino, perché Dio si rivela nei fratelli, ha il volto dei
fratelli, e se non amiamo il fratello che vediamo accanto a noi, non potremo mai
amare Dio che non vediamo, non potremo mai credere in Lui davvero! Cristo
infatti è il nostro modello, è Lui l'Unto e noi, che siamo "Cristiani"
(ovvero unti nel giorno del nostro Battesimo), siamo anche chiamati a
prendere parte al progetto di salvezza che il Signore ha disegnato per
l'umanità.
Dopo l'adorazione i viandanti, ritornati nelle loro stanze, hanno trovato sul letto una lettera di fine campo a loro indirizzata e un piccolo segno: la polo del ritiro, con le frasi che hanno fatto da pista di riflessione per ogni giornata e le orme del cammino che ognuno di noi, dentro e fuori di se, ha lasciato in questa meravigliosa avventura.
"[...] In questo momento ci piacerebbe vedere il tuo volto mentre hai tra le mani questo piccolo segno che abbiamo voluto donarti a conclusione del nostro ritiro. Non pensare ad un effetto speciale né tanto meno ad un gadget da portare a casa: vogliamo invece che sia un ricordo importante che va oltre questi giorni vissuti insieme. Lo abbiamo pensato come una cartina stradale, che ci aiuterà a ripartire da domani e a non perdere di vista il fine del nostro cammino di Viandanti della Carità.
Quello che abbiamo cercato di capire in questi giorni è che per giungere ad una vera maturità di fede c’è bisogno di avere alle spalle un vero cammino, infatti le orme disegnate sulle spalle di questa maglietta lo simboleggiano ampiamente. Ci piace immaginare che quando indosserai questa polo e gli altri, stupiti, te ne chiederanno spiegazione tu saprai rispondere della bellezza e dell’importanza di quanto abbiamo vissuto insieme a Castelsardo. Sappiamo bene che non è facile, che le emozioni provate qui saranno di certo disturbate dalle continue interferenze del mondo che, a tutti i costi, tenteranno di buttarci fuori strada, ma tu non mollare e al sopraggiungere delle difficoltà aggrappati a Gesù, che ti darà la forza necessaria per riprendere il cammino.
Il nostro “Ed io ci sto” non finisce qui: scesi dal Tabor faremo i conti con le nostre cecità ed avremo bisogno di chiedere a Dio la luce necessaria per dire: “Ed io ci vedo”. Solo così si avvierà il processo della nostra conversione e la promessa di poter rinnovare la nostra adesione a Gesù senza escludere le difficoltà, per poter ogni giorno, passo dopo passo, promettere il nostro “Ed io cambio”. Di certo stare a passo con Gesù ha bisogno di poter dire quotidianamente: “Ed io ti seguo” e avere il coraggio e l’audacia di saper osare anche quando sembra profilarsi davanti a noi una strada in salita. Il coraggio dunque…..il nostro “Ed io non temo” ci porteranno a poter esclamare, nonostante la nostra umanità: “Ed io ci credo!”. Buona discesa a valle! Don Fabio e il Laboratorio della Carità " (Dalla lettera di fine campo)
Dopo questa piacevole sorpresa, indossate le bellissime polo, prima di andare a letto, ci siamo ritrovati per vivere ancora un altro breve ma intenso momento di fraternità: festeggiare il 36° compleanno del caro Pasquale Sergio.
Il ritorno è ormai vicino, anche se i ricordi resteranno per sempre impressi nei
nostri cuori, felici di aver vissuto tanta grazia e di essere tornati alle
nostre case avendo condiviso un ulteriore tratto di strada assieme.
In cammino verso una meta chiamata Dio…
PER MEDITARE INSIEME...
La
professione di fede di Pietro è la prima mai avvenuta, ma di conseguenza è la
nostra stessa professione di fede: “Tu
sei il Cristo, il
figlio del Dio vivente”.
Parole che hanno dato radici alla prima chiesa, parole che ancora oggi risuonano dentro e fuori di noi, che abbiamo deciso di metterci alla sequela di Cristo.
Tuttavia c’è una cosa che Gesù dice a Pietro: questa professione di fede, cioè l’aver riconosciuto Gesù come figlio di Dio, non è venuto da Pietro, ma da Dio Stesso: è stato il Padre ad aver accordato al primo discepolo la fede nel Suo figlio.
Ed è ancora Dio a chiamare noi Suoi figli al Suo cuore, infondendoci la fede.
La fede è dono di Dio, non è frutto delle nostre fatiche o, peggio, dei nostri meriti. Ma, come ogni dono prezioso, va coltivato e custodito. È infatti per mezzo della fede che noi veniamo salvati, che noi accettiamo Cristo come giuda della nostra vita e i Suoi insegnamenti e precetti come luce sui nostri passi, è grazie alla fede che apparteniamo al gregge di Dio, che conosciamo Dio e impariamo ad amarlo, seguendo la Sua voce che ci fa da guida.
Come Pietro, siamo chiamati anche noi, ogni giorno, a riconoscere Cristo come segno d’amore che il Padre ha voluto dare al mondo, segno di salvezza e di Vita eterna , evento che ha segnato per sempre il volto dell’umanità, chiamata alla santità perenne.
Quando anche noi un giorno saremo chiamati alla lode perenne di Dio assieme agli angeli e ai santi, ci verrà detto, entrando: Beati voi che avete creduto, perché avete aperto il cuore a Dio, avete fatto entrare nella vostra vita l’Amore.
Giovanni 6,60-69
Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?». Gesù, conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell'uomo salire là dov'era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita. Ma vi sono alcuni tra voi che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E continuò: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio».
Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui.
Disse allora Gesù ai Dodici: «Forse anche voi volete andarvene?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».