Vienna

 

 

 

Viandanti: Giusy

Periodo: aprile 2008

Tipo di viaggio: svago/divertimento

 

 

Ciao ragazzi/e,

è vero, sono un po’ in ritardo, ma non ho saputo resistere alla tentazione di scrivere due righe (non proprio due) su uno dei miei ultimi viaggi: la patria dei valzer, del ballo delle debuttanti e della torta Sacher, signori e signore: Vienna!

Siamo partiti (eravamo un’allegra brigata) comodamente da Napoli con volo diretto su Vienna con "Skyeurope" (www.skyeurope.com); il nostro albergo era in Museumstrasse, cioè proprio di fianco al Museumquartier, il quartiere che ospita molti musei, oltre a caffetterie e spazi pubblici.

Di recente costruzione (2001), il Museumquartier occupa lo spazio un tempo destinato alle scuderie imperiali, ubicato proprio di fronte ad altri due imponenti musei: il Kunsthistorisches (Museo di Storia dell’Arte) e il Naturhistorisches (Museo di Storia Naturale).

Davanti al nostro albergo invece, svettava la stella in cima al Volkstheater (lett. "teatro del popolo") vicino ai Volksgarten ("i giardini del popolo"); poco oltre, faceva bella mostra di sé, in perfetto stile neo-classico, il Parlamento.

 

Siamo proprio sulla Ringstrasse (lett. "strada ad anello") o come viene chiamata comunemente, il "Ring", questo viale alberato circolare, che fa quasi da cintura all’Innere Stadt, il centro città per intenderci.

Inutile dire che, dopo il viaggio, un giro in città per orientarsi e soddisfatte le prime curiosità, la nostra sete di cultura, di novità andava trasformandosi in fame, quella vera, per cui è stato naturale rivolgere la nostra attenzione ad un altro tipo di arte: l’arte culinaria!

Abbiamo trovato il locale più antico di Vienna (del 1447), dove Beethoven e Schubert venivano a “trovare ispirazione” davanti ad un bel piatto di gulasch!

 

Nuovo giorno e nuova meta: Schloss Schoenbrunn !

 

 

 

 

Il palazzo, con i suoi immensi giardini, si trova un po’ fuori città e rivaleggia con Versailles in quanto a grandiosità e maestosità. Immagino lo stupore degli astanti, quando all’età di 6 anni, nella Spiegelsaal ("la sala degli specchi") il piccolo Mozart si esibì per l’imperatrice Maria Teresa; o la sontuosità del party, dato in onore dei delegati del famoso Congresso di Vienna post-napoleonico! I giardini non sono meno degni di nota, immensi, curati; ospitano il Giardino Privato ad est del palazzo , il labirinto e, in cima ad una collinetta, dopo una bella passeggiata, una costruzione, la Gloriette ; la veduta dei giardini, del palazzo e di Vienna in lontananza, ripaga la fatica fatta per giungere fin lassù, è davvero spettacolare! Generalmente nelle cucine imperiali si può assistere alla preparazione, con conseguente assaggio, del rinomato Strudel, purtroppo noi siamo arrivati in ritardo! Ma potevamo mai restare a bocca asciutta?

 

Con il mio po’ di tedesco e un bel po’ di faccia tosta, ho rabbonito l’algido pasticciere che ci ha fatto gustare le sue prelibatezze!

 

 

Altra tappa fondamentale per chiunque approdi per la prima volta nella capitale asburgica è chiaramente l’Hofburg, il palazzo imperiale che fu sede dei primi Asburgo (Rodolfo I nel 1279) fino a Carlo I nel 1918.

 

 

 

Inutile dire che il mito dell’imperatrice Elisabetta, moglie di Francesco Giuseppe I, passata alla storia come "Sissi", aleggia nelle sale del palazzo. Molti sono gli ambienti a lei dedicati, uno riproduce quello che potrebbe definirsi una vera e propria zona fitness, data la sua spasmodica ricerca della forma fisica perfetta; l’imperatrice raramente si concedeva trasgressioni, salvo poi arrendersi di fronte alle ghiotte tentazioni della famosa pasticceria Demel, le cui vetrine ancora oggi attirano golosi e non, in una delle strade più chic di Vienna: Kohlmarkt (dove un tempo c’era il mercato del carbone). Prova inconfutabile sono le fatture da pagare alla nota Kaffeehäuser (Demel appunto), con firma autografa di Elisabetta. Che dire poi delle posaterie d’argento, i servizi di piatti, i centro-tavola ricoperti d’oro lunghi metri, che all’occorrenza erano ulteriormente abbelliti di fiori e frutta; qualunque ospite si sarebbe saziato solo alla vista di tale opulenza e bellezza!

 

Le giornate corrono veloci e…noi pure! Tentiamo di vedere il più possibile.

Altra strada dello shopping super-lusso è Graben, che significa fossato, che fu costruito dai Romani per difendere il loro accampamento. Lì campeggia la Erste Oesterrische Sparkasse (in italiano è più facile: la prima cassa di risparmio austriaca!) dove, proprio sulla facciata del palazzo si staglia un’ape dorata, chiaro simbolo di operosità. Proseguendo, oltre ai tipici Wuerstelstaende dove è d’obbligo prendere al volo un panino con wuerstel, ci si imbatte in un altro monumento la Pestsaule , la colonna della peste, eretta nel 1692, come ringraziamento per la fine di quell’orrenda epidemia. Poco oltre, finalmente, si giunge a Stephansplatz, proprio all’ingresso di Stephansdom (cattedrale di santo Stefano), cuore palpitante della città. La cattedrale sorge sulle rovine di una chiesa più antica del XII secolo, bello il suo tetto di tegole colorate e imponente la sua Pummerin (ma cos’è? La campana!), vero orgoglio viennese, con le sue 21 tonnellate è la più grande di tutta l’Austria.

Per chi ama la musica classica e non sa come procurarsi dei biglietti, no problem! Dovunque, potrete trovare damerini agghindati in abiti stile settecento, che per pochi euro vi invitano in qualche teatro viennese, provare per credere! Che dire, un tempo da queste parti, compositori come Beethoven, Haydn, Schubert, Strauss, Mozart se le sono proprio SUONATE!

 

 

 

 

Nella zona del Ring merita una visitina il Rathaus, costruzione neogotica di fine ‘800 e la Votivkirche con le sue due guglie; se proprio siete stanchi potete approfittare di un giro in carrozzella con i Fiaker, che perpetuano, un po’ malinconicamente e anacronisticamente, i tempi in cui accompagnavano nobili e alti dignitari ai balli di corte o ai grandi teatri d’opera. Quello che di sicuro sarà rimasto invariato è…l’odore tremendo, penetrante a tratti nauseabondo dello sterco di cavalli che, se un tempo, era segno che molte carrozze lavoravano e quindi molti spettatori paganti erano arrivati a teatro, oggi, abbandonando quelle caratterizzazioni beneaugurali, rimane solo e soltanto la puzza di sterco di cavallo!

 

 

Un po’ fuori il centro di Vienna si trova un altro palazzo, considerato uno tra i più bei palazzi barocchi del mondo: Schloss Belvedere. Già le dimensioni sono davvero fuori misura, c’è infatti l’Oberes Belvedere e l’Unteres Belvedere, cioè il complesso è composto da due residenze, il Belvedere superiore e il Belvedere Inferiore, in mezzo e intorno ai quali si estendono immensi giardini alla francese .

 

 

Io sono andata per un quadro in particolare: “il Bacio” di Gustav Klimt! Penserete che sono matta! Ma è bellissimo! L’opera campeggia al centro di una delle sale, i suoi colori e la dominanza dell’oro attrae lo sguardo su questa coppia immortalata nella tenerezza di un momento. Chiaramente ci sono moltissimi autori altrettanto famosi: Schiele, Kokoschka, Monet; Van Gogh e altri.

Ma come al solito i miei slanci culturali vengono soppiantati presto da richiami “primari”, devo confessare che, purtroppo, e si vede, soccombo spesso alla mia golosità! Eh beh, cari miei, una capatina al più che famoso Sacher è d’obbligo! Subito accontentata (ho minacciato di non far ripartire la combriccola!), e qui vi mostro soddisfatta i trofei che mi sono portata a casa; si si, in quelle buste tanto eleganti rosso scuro ci sono le mitiche torte Sacher (e dietro i Fiaker, le carrozze con i loro cocchieri, cavalli, …con tutto quello che comporta!)!

Vogliamo parlare delle Mozart Kugeln? Cioccolatini rotondi (vi evito la traduzione letterale!) farciti di marzapane e tante diverse cremine ultra-caloriche! Se dovrete comprarne, andate nei super costano un terzo!

E poi, potevo andarmene senza assaggiare la più che rinomata Schnitzel? Ma ho voluto esagerare! Dopo una lunga attesa condita con uno scontro verbale con un cameriere un po’ seccato che voleva mandarci via (era capitato proprio male!) riusciamo a sederci al Figlmueller, storico locale dove si servono le Schnitzel più grandi della città, e in effetti quando sono arrivate erano grandi quanto una pizza Margherita! Vi starete chiedendo: “ ma cos’è una Schnitzel?” “Uagliù, è ‘na cotoletta!”

 

E poi, ….e poi basta! Penso di aver già abusato troppo della pazienza di chi mi ha letto finora.

Spero di essere riuscita almeno in parte a farVi viaggiare un po’ con me attraverso esperienze ed emozioni.

Che aggiungere, alla prossima!

Buon Viaggio a tutti!

Besos

 

 

Giusy

 

 

 

Per avere qualche dritta:

www.vienna.it

www.wien.info

www.turistipercaso.it

www.routard.com (in francese)