Polinesia Francese
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...lo so lo so, non sembra vero che possano esistere davvero questi luoghi, e invece sì…
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Il nome Polinesia è stato coniato dal francese Charles de Brosses nel 1756 deriva dal greco antico πολύς (polýs, "tanti") e νῆσος (nêsos, "isola"), cioè "tante isole". I popoli polinesiani hanno una corporatura robusta e un po' grassoccia che è stata selezionata all'epoca dei grandi viaggi per mare, a causa del freddo e della frequente possibilità di restare senza cibo.
La
Polinesia francese possiede un'economia mediamente sviluppata, basata
sull'importazione di beni, sul turismo e sull'assistenza finanziaria da parte
della Francia. I complessi turistici sono molto diffusi e per la maggior parte
si trovano sulle isole più importanti.
La pesca e
l'esportazione di copra (olio di cocco) sono le due principali attività
tradizionali.
La
perlicoltura, sperimentata negli anni settanta ma effettivamente lanciata negli
anni novanta, consiste nel porre una biglia di madreperla bianca importata dal
Mississippi in un'ostrica, che la ricoprirà con la propria madreperla nei due
anni successivi. La perla di Tahiti ha dei riflessi verde pavone, malva, o
perfino d'argento, d'oro o azzurrognoli. La perlicoltura occupa circa 7.000
persone e i principali importatori sono il Giappone e la Cina.
La Polinesia francese è costituita da 118 isole, di origine vulcanica o corallina, distribuite in cinque arcipelaghi,le isole più importanti sono Tahaiti e Bore Bora.
Tahaiti
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Thaiti è famosa per le spiagge dalla sabbia scura
Tahiti è la più grande isola nel gruppo della Isole del Vento della Polinesia
Francese, situata nell' arcipelago delle Isole della Società nella parte
meridionale del Oceano Pacifico. È il centro economico, c
ulturale
e politico della Polinesia Francese. L'isola è di origine vulcanica, alta e
montuosa circondata da barriere coralline.
L'esploratore francese Louis-Antoine de Bougainville, completando la prima circumnavigazione francese descrisse l'isola come un paradiso terrestre dove gli uomini e le donne vivono felicemente in innocenza, lontano dalla corruzione della civiltà.
Una delle immagini più conosciute delle isole è la famosa danza tacitiana, talvolta scritta come otea, è una danza tradizionale di Tahiti, dove i danzatori, in piedi in più file, eseguono diverse figure pose. Questa danza, facilmente riconoscibile per il veloce agitarsi dei fianchi e gonnellini di paglia viene spesso confusa con l'hawaiana hula, una danza in genere più lenta e graziosa che si concentra più sui movimenti delle mani che sui fianchi .
Bora Bora
Bora Bora presenta una
conformazione alquanto singolare. L'isola sorge infatti al centro di una laguna,
circondata a nord e a est da due lunghi motu, chiamati rispettivamente Motu Mute
(su cui sorge anche l'aeroporto di Bora Bora) e Motu Piti Aau.
A nord-est la
barriera corallina affiora con piccoli motu, separati da brevi tratti di mare di
poca profondità, e con l'isolotto di Tevairoa. Infine a
sud-ovest sorge un altro motu, Motu Toopua. Tra
quest'ultimo e Tevairoa si trova un altro piccolo isolotto, Teavanui, in
prossimità del quale è presente l'unico punto in cui la barriera corallina si
interrompe e attraverso il quale la laguna può comunicare (specie a livello di
collegamenti navali) con l'Oceano.
La particolare
forma suddetta si deve all'origine di Bora Bora, che in epoche remote era un
gigantesco complesso vulcanico, che con il passare degli anni subì un
progressivo inabissamento.
Di
esso oggi resta un vulcano spento, il monte Otemanu.
…Ci vorrebbe proprio il teletrasporto!!!
Buon viaggio