Marina di Camerota

 

 

 

 

Foto: Punta degli InfreschiMarina di Camerota, è immersa nel Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano,con il suo caratteristico porticciolo turistico, il suggestivo borgo marinaro sorto ai piedi della montagna, il suo mare cristallino di un blu intenso e la sua costa frastagliata e ricca di cavità naturali tutte da scoprire e da ammirare, è stata da molti definita la "Perla del Cilento".

La costa è ricca di grotte ed insenature, tra cui non si può dimenticare l'area degli "Infreschi", una grotta talmente ampia da essere visitabile con piccole imbarcazioni, dentro alla quale l'acqua, che sgorga da polle sottomarine, è sempre limpida e fresca.

 

             

  

     Che meraviglia!!!     

  

  

 

 

 

  

 

deriva molto probabilmente dal greco καμαρτος (traslitt. kamaròtos, "ricurvo") o dal latino Camurus ("incurvato"). In entrambi i casi si riferisce alle numerose grotte calcaree, in cui ad oggi è possibile trovare reperti archeologi risalenti all'era Paleolitica. A cominciare dal confine con Palinuro, lungo la cosiddetta Cala del Cefalo si ritrovano grotte che fino all'epoca delle scoperte erano abitate da pastori con le famiglie: tra di esse, sono da menzionare la Grotta del Pesce o quella dell'Autaro (quest'ultima, oggigiorno, ospita una famosa discoteca)se vi trovate da queste parti andateci, io ci sono stata e vi assicuro che è una discoteca molto particolare…

 

Il nome viene fatto anche risalire a quello della fanciulla Kamaraton, bella come una dea, ma dal cuore di pietra. La leggenda narra che il nocchiero di Enea, Palinuro, se ne innamorò follemente, arrivando addirittura a inseguire la sua immagine nel fondo del mare, andando incontro al suo destino. Colpevole di amore non corrisposto, Kamaraton venne trasformata in roccia da Venere, la roccia su cui oggi sorge Camerota, testimone perenne di uno sfortunato amore.

 

                                              

 

           

 

Mi sembra proprio di stare all’estero, e invece, siamo solo a pochi chilometri da noi!!!

 

 

Anche qui la cucina è molto ricca di piatti tipici e vari, ci sono piatti gustosi sia per gli amanti del pesce e non…

 

Le ricette cilentane non comprendono soltanto le classiche ricette marinare (grigliata di pesce misto, spaghetti ai frutti di mare e frittura di paranza, ossia il pescato del giorno): i piatti tipici (la maracucciata, le lagane e ceci, le melanzane ripiene, la ciambotta) sono legati alla terra e non al mare. Tra i prodotti tipici troviamo i gustosissimi biscotti farciti ai fichi e i famosi fichi secchi ripieni di mandorle. Potrete far provvista di ottimo olio dei nostri frantoi, dal gusto inconfondibile, per riassaporare, una volta che sarete partiti, il gusto del vero sapore cilentano. Se amate il vino, provate le diverse varietà di vino del Cilento. Tra i liquori vi suggeriamo di provare il limoncello cilentano, che non ha nulla da invidiare al più famoso liquore di Sorrento.

 

 

 

 

Parco Nazionale del Cilento

 

le grotte sui fondali di capo palinuro

 

 

Il Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, fondato nel 1991, comprende un territorio molto esteso della Campania meridionale, delimitato a nord dalla piana di Paestum, a est dal Vallo di Diano, a ovest e a sud dal mar Tirreno (a sud più precisamente è bagnato dalle acque del golfo di Policastro).

 

L'area del Parco non è soltanto ampia, ma anche variegata, perché comprende sia ambienti montani, con cime che vanno dai 1898 m del monte Cervati ai 1130 del monte Stella, sia ambienti collinari, sia ambienti marini di grande bellezza e varietà, tra cui spicca il capo Palinuro. La natura è ancora selvaggia e incontaminata, soprattutto nelle zone più remote, percorse da rare strade.

 

La flora e la fauna del Parco sono uniche. Non appena se ne varcano i confini, scendendo dalle montagne verso il mare, si è come aggrediti dal profumo intenso della macchia mediterranea, del cisto, del lentisco, del mirto e del rosmarino.

A primavera i colli si indorano della gialla e profumata ginestra spinosa e in mezzo all'erba umida di rugiada fioriscono le orchidee. Ma il simbolo del Parco è forse proprio la primula di Palinuro, che prende il nome, come l'omonimo capo, dallo sfortunato nocchiero di Enea, che la leggenda volle rapito da quelle acque limpide ma selvagge, a causa di un sonno traditore. La primula cresce dalle fessure delle rocce del promontorio e sulla costa dei dintorni, in un raggio di non più di cinquanta chilometri. Essa è ritenuta dai botanici una rarità biologica, quasi un fossile vivente, ed è considerata la capostipite di tutte le primule spontanee europee, l'unica che abbia scelto di vivere in riva al mare. Fiorisce molto presto, alla fine dell'inverno, non appena l'aria della precoce primavera del Cilento fa presagire la gloria dell'estate che

verrà.

 

  

 

      

 

 …Insomma è da vedere!!!

 

 

 

 

Buona vacanza