NAPOLI: MAGGIO DEI MONUMENTI

 

  

Come ogni anno, dal 1994, Napoli città d’arte è celebrata con la consueta edizione del “Maggio dei Monumenti”.

I cinque week end dal 1 maggio al 2 giugno saranno all’insegna di manifestazioni culturali ed eventi artistici; saranno visitabili, in taluni casi anche gratuitamente, monumenti e collezioni private, che normalmente restano chiusi durante l’anno.

 

L’edizione 2009 avrà come tema conduttore il “Viaggio nella Storia” e fa parte dell’offerta proposta dall’Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali della regione Campania per l’anno in corso, che prevede 6 viaggi (il Viaggio nella Memoria ed il Viaggio nelle Emozioni, già svoltisi; il Viaggio nella Storia, di cui ci occupiamo in questa sede; il Viaggio nelle Arti, dal 4 al 28 giugno; il Viaggio nella Creatività, dal 1° al 31 luglio; infine il Viaggio nelle Tradizioni, dal 3 al 13 settembre.).

E’ un viaggio in cui ad accompagnarvi alla scoperta dei suoi monumenti sono coloro che questa città la raccontano, ne decodificano i linguaggi, la comunicano. Grazie alla collaborazione con la Fondazione Premio Napoli, molti  narratori napoletani, per tutti i week end, incontreranno i visitatori in cinquanta siti monumentali e li guideranno in un percorso che associa alla storia di ogni monumento letture, ricostruzioni d’epoca e rappresentazioni teatrali. Per sapere in quali siti trovare queste guide d’eccezione, si può consultare l’ elenco visitando il seguente link.


 

I percorsi proposti sono cinque:

Lungo il  percorso del Decumano Inferiore si potranno visitare i seguenti monumenti:

Complesso monumentale di Santa Chiara (Piazza del Gesù Nuovo) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Chiesa di Sant'Angelo a Morfisa (Piazza San Domenico Maggiore) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Chiesa di San Domenico Maggiore (Piazza San Domenico Maggiore) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Chiesa di Sant'Angelo a Nilo (Piazzetta Nilo) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Chiesa di San Severo al Pendino (Via Duomo) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Chiesa di San Giorgio Maggiore (Via Duomo) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Quadreria dei Gerolamini (Via Duomo) - ven. e sab. (esclusa la domenica) ore 9/13

Scavi di Carminiello ai Mannesi (Via Duomo) - ven., sab. e dom. del III - IV e V week-end ore 9/13

Area archeologica del Duomo - Basilica di Santa Restituta (Via Duomo) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

 

I monumenti lungo il percorso del Decumano Maggiore sono:

Chiesa di Santa Caterina a Formiello (Piazza De Nicola) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Chiesa di Santa Maria della Pace (Via Tribunali) - ven., sab. e dom. ore 9/13

Chiesa del Pio Monte della Misericordia (Via Tribunali) – ven. ore 9/18 - sab. ore 9/14,30 – dom. 9/14.30

Insula conventuale di San Lorenzo Maggiore (Via Tribunali) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Chiesa di San Paolo Maggiore (Piazza San Gaetano) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Napoli sotterranea (Piazza San Gaetano) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Chiesa del Purgatorio ad Arco (Via Tribunali) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Santa Maria Maggiore della Pietrasanta (Via Tribunali) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Cappella Pontano (Via Tribunali) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Arciconfraternita del Cappuccio alla Pietrasanta (Via Tribunali) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Chiesa della Croce di Lucca (Piazza Miraglia) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Chiesa di San Pietro a Majella (Vico San Pietro a Majella) - ven., sab. e dom. solo mattina

Mura Greche (Piazza Bellini)

Complesso di Sant'Antoniello a Port'Alba (Piazza Bellini) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

 

I monumenti del percorso da Castel dell’ Ovo a Piazza San Domenico Maggiore sono:

Castel dell'Ovo (Borgo Marinari) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Chiesa di San Francesco di Paola (Piazza del Plebiscito) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Palazzo della Prefettura (Piazza Plebiscito) - tutti i sabato di maggio e il 2 giugno dalle ore 10

(solo mattina)

Chiesa di San Ferdinando (Piazza Trieste e Trento) - ven., sab e dom ore 9/12

Napoli sotterranea (Via Sant'Anna di Palazzo) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Teatro San Carlo (Via San Carlo) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Castel Nuovo (Piazza Municipio) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Area archeologica di Piazza Municipio (c/o cantiere Metropolitana) - sab. e dom. del III - IV e V week-end ore 9/13

Chiesa di Santa Maria dell'Incoronata (Via Medina) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Chiesa Pietà dei Turchini (Via Medina) – ven. e sab. 9/13 – dom . 9/12

Chiesa di San Diego all'Ospedaletto (Via Medina) - solo dom. ore 10/12

Chiesa di Santa Maria dell'Aiuto (Via Santa Maria dell'Aiuto) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Cappella Pappacoda (Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Cappella Universitaria - San Girolamo delle Monache (Via Mezzocannone) sab. e dom. ore 9/13

Dal Museo Archeologico al Teatro Romano i monumenti da visitare sono i seguenti:

Catacombe di San Gennaro (Chiesa Santa Maria del Buonconsiglio - Via Capodimonte) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Cimitero delle Fontanelle (Via Fontanelle) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Catacombe di San Gaudioso (Piazza Sanità) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Catacombe di San Severo (Piazza Sanità) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Napoli sotterranea (Via San Giovanni a Carbonara) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Chiesa di San Giovanni a Carbonara (Via San Giovanni a Carbonara) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Chiesa della Pietatella a Carbonara (Via San Giovanni a Carbonara) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Chiesa di Santa Maria Regina Coeli (Vico San Gaudioso) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Chiesa dei SS. Apostoli (Largo SS. Apostoli) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Resti del Teatro Romano (Via Anticaglia) - sab. ore 9/15 - dom. ore 9/12 del II - III - IV - V  week-end

 

Ed infine, l’ultimo percorso, l’itinerario Borsa-Mercato, con i seguenti monumenti:

Chiesa SS. Cosma e Damiano (Piazza Nolana) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Chiesa di Sant'Eligio Maggiore (Via Sant'Eligio) - solo di mattina tutti i week-end

Chiesa di San Giovanni a Mare (Via San Giovanni a Mare) - solo di mattina tutti i week-end

Chiostro di Santa Maria del Carmine Maggiore (Piazza del Carmine) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Ex Ruota e Succorpo della Real Casa Santa dell'Annunziata (Via Annunziata) - ven. e sab. ore 9/18 - dom. ore 9/13

Mura Greche (Piazza Calenda)

Chiesa di San Pietro ad Aram (Corso Umberto I ) - solo di mattina tutti i week-end

 

 

Beh, l’offerta è veramente vasta, la nostra città ci offre tantissimi siti da visitare. Io mi permetto di suggerivi un percorso da…… viandanti, perché ci sarà da camminare un po’.

 

 

 

1) Complesso monumentale di Santa Chiara

 

                                        

                                          Facciata Basilica S. Chiara                             Chiostro S. Chiara

 

                                 

                                                 Chiostro S. Chiara                                     Chiostro S. Chiara

 

 

 

La cittadella di S. Chiara con la sua Basilica ed il Monastero fu tra i primi complessi monastici ad essere eretti nel centro storico di Napoli. La sua fondazione avvenne nel 1310 per volere di Roberto D’Angiò, re di Napoli, e della sua seconda moglie Sancia di Maiorca.

La Basilica con la sua imponente mole fu realizzata nelle forme del gotico provenzale. La cittadella francescana fu realizzata costruendo due conventi contigui ma separati, uno femminile, delle clarisse, e l’altro maschile ospitante i frati minori francescani. Tale concessione straordinaria, accordata nel 1317, fu dovuta ai buoni rapporti che intercorrevano tra la dinastia angioina e il papa francese Clemente V. Tra il 1328 e il 1333 soggiornò a Napoli Giotto, il quale affrescò la Basilica francescana con scene dell’Apocalisse e storie tratte dal Vecchio e Nuovo Testamento. Di questo ciclo, purtroppo, rimangono solo dei frammenti nel Coro della Basilica relativi alla Crocifissione. La fase di realizzazione del monastero si protrasse fino al 1340, anno in cui la Basilica fu consacrata.  Dal 1740-69 si assiste ad un radicale cambiamento del monastero e della Basilica; la chiesa, infatti, rivestita di stucchi e marmi, fu trasformata in un sontuoso edificio barocco. Inoltre, il Vaccaro, maestro del Barocco napoletano, avvalendosi dell’operato dei maestri  “riggiolari “napoletani Donato e Giuseppe Massa diede luogo alla trasformazione del chiostro trecentesco delle clarisse, il quale assunse l’aspetto attuale. I colori delle maioliche richiamano i colori del cielo, del giardino e degli agrumeti. Nel 1924, le clarisse e i frati presero possesso le une del convento degli altri e viceversa. Quel trasferimento ci ha permesso, così, di poter ammirare il chiostro in tutta la sua bellezza.

 

2) Nei pressi della basilica di Santa Chiara due siti da non perdere. Il primo è la Basilica di S. Domenico Maggiore.

                                 

                                               Esterno dell’abside                                                     Sagrestia

 

 

La Basilica si affaccia sull’omonima piazza, costruita sotto la dominazione angioina alla fine del 1200, ricostruita completamente dopo il terremoto del 1456. La facciata ha, al centro, un portone ogivale di legno. L’interno è a croce latina, con tre navate e soffitto a cassettoni.  Fino al 1615 gli ambienti che danno sul cortile antistante la facciata principale della basilica, accessibile dal vicolo omonimo, ospitarono l’Università, dove tenne lezioni anche Tommaso d’Aquino (la cui stanza, trasformata in cappella, è tuttora visitabile) che nel 1272 vi fondò la Facoltà di Teologia; vi studiarono fra gli altri Gioviano Pontano e Giordano Bruno.

La chiesa attuale è frutto di numerosi rifacimenti, da quello quattrocentesco all’ultimo, neogotico, opera di Federico Travaglini (1850-1853).

 

 

  

3) Il secondo è il Museo Cappella San Severo

 

                                                                

                                                                                              Cappella

 

 

 

                                      

 

La leggenda narra che un uomo innocente, trascinato verso il carcere in catene, passando davanti alla dimora dei di Sangro, vide crollare una parte del muro di cinta del giardino ed apparire l’immagine della Madonna. L’uomo promise alla Madonna che, se fosse stata riconosciuta la sua innocenza, si sarebbe recato in quel luogo, portando in dono una lampada d’argento. Poco dopo, anche il duca di Torremaggiore Giovan Francesco di Sangro, gravemente ammalato, si rivolse a questa Madonna per ottenere la guarigione: miracolato, per gratitudine fece innalzare, lì dove era apparsa per la prima volta la venerabile effigie (oggi visibile in alto sull’Altare maggiore), una piccola cappella denominata Santa Maria della Pietà o Pietatella. Fu però il figlio di Giovan Francesco, Alessandro di Sangro patriarca di Alessandria, che intraprese nei primi anni del ’600 grandi lavori di ampliamento, destinando la Cappella nel luogo  atto ad ospitare le sepolture degli antenati e dei futuri membri della famiglia. Il settimo principe di San Severo, Raimondo di Sangro, illuminista tra i più apprezzati nella nostra città, famoso per la sua passione per l’alchimia, riorganizzò completamente la Cappella. Difatti, la  maggior parte delle opere presenti sono state commissionate proprio da lui. La più famosa è, senza dubbio, la statua del Cristo velato. Il velo marmoreo posto sulla statua del Cristo deposto non cela, anzi svela ancor più le sofferenze della flagellazione e della Crocifissione.

 

 

4) Piazza Plebiscito: Palazzo Reale e Chiesa di S. Francesco di Paola 

 

 

                                        

                                                                                Facciata principale

 

                            

                                       

                                                 Facciata laterale                                           Sala del Trono

Costruito nel ‘600 da Domenico Fontana, il Palazzo Reale di Napoli è una delle quattro residenze reali usate dai regnanti borbonici durante il Regno delle Due Sicilie. Il palazzo divenne la residenza dei viceré spagnoli e poi di quelli austriaci ed, in seguito, dei re di casa Borbone. Dopo l'Unità d'Italia fu eletta residenza napoletana dei sovrani di casa Savoia. Durante gli anni 1806-1815 fu arricchito da Gioacchino Murat e Carolina Bonaparte con decorazioni e arredamenti neoclassici, provenienti dalle Tuileries; fu danneggiato da un incendio nel 1837 e successivamente restaurato dal 1838 al 1858 per mano di Gaetano Genovese. Durante quel periodo furono aggiunte alla struttura L'Ala delle Feste e una nuova facciata prospiciente il mare, caratterizzata da un basamento di bugnato e da una torretta-belvedere. Nel 1888, per volere di Umberto I, le nicchie esterne furono occupate da gigantesche statue dei re di Napoli: Ruggero il Normanno, Federico II di Svevia, Carlo I d'Angiò, Alfonso I d'Aragona, Carlo V d'Asburgo, Carlo III di Borbone, Gioacchino Murat e Vittorio Emanuele II di Savoia. Nel 1922 fu deciso di trasferirvi la Biblioteca Nazionale; trasferimento conclusosi entro il 1925. I bombardamenti subiti durante la seconda guerra mondiale e le successive occupazioni militari causarono al palazzo gravissimi danni che resero necessario un restauro ad opera della Soprintendenza ai Monumenti. Durante questo periodo, il costo del biglietto d’ingresso è di 1€.

 

                                              

                             Facciata principale S. Francesco di Paola                                Interno

 

La chiesa, in stile neoclassico, fu realizzata dall'architetto Pietro Bianchi. L'edificio fu inserito nel programma di ristrutturazione della piazza, con ampio colonnato, sul modello del Pantheon, per disposizione del re Ferdinando IV, che, al suo ritorno dopo il forzato soggiorno palermitano dovuto al decennio di governo francese a Napoli, intese ringraziare il suo santo protettore per il trono riconquistato. Nell'abside è collocato il dipinto di Vincenzo Camuccini raffigurante San Francesco di Paola che resuscita un morto. Il prezioso altare maggiore disegnato da Fuga nel 1751, intarsiato di lapislazzuli e pietre dure, fu smontato dalla chiesa dei Santi Apostoli e trasferito a San Francesco di Paola insieme al tabernacolo, disegnato dal Grimaldi e iniziato nel 1835. 

 

5) Napoli Sotterranea

                                                         

 L'esistenza di Napoli sotterranea è legata alla conformazione morfologica e geologica del territorio partenopeo, composto da roccia di tufo. Le prime trasformazioni della morfologia del territorio, avvenute ad opera dei Greci a partire dal 470 a.C., danno inizio alla crescita di quel mondo affascinante che è la Napoli sotterranea. Tali trasformazioni furono dettate dall’ esigenza di creare cisterne sotterranee adibite alla raccolta di acque piovane, e dalla necessità di recuperare materiale edili per erigere gli edifici di Neapolis. Nei secoli successivi l'espansione della città portò alla realizzazione di un vero e proprio acquedotto che permetteva di raccogliere e distribuire acqua potabile grazie ad una serie di cisterne collegate ad una fitta rete di cunicoli. Durante il dominio romano l'esistente acquedotto fu ampliato e perfezionato, ma con l'avvento degli Angioini, nel 1266, la città conobbe una grande espansione urbanistica cui, ovviamente corrispose un incremento dell'estrazione del tufo dal sottosuolo per costruire nuovi edifici, confermando una peculiarità di Napoli: quella di essere generata dalle proprie viscere, dove i palazzi sorgono immediatamente sopra la cava che ha fornito il materiale da costruzione. Solo nel 1885, dopo una tremenda epidemia di colera, venne abbandonato l'uso del vecchio sistema di distribuzione idrica per adottare il nuovo acquedotto, che ancora è in funzione. L'ultimo intervento sul sottosuolo risale alla seconda guerra mondiale, quando per offrire rifugi sicuri alla popolazione si decise di adattare le strutture dell'antico acquedotto alle esigenze dei cittadini. Furono allestiti in tutta Napoli 369 ricoveri in grotta e 247 ricoveri anticrollo. Dal 1968, però, cominciarono a verificarsi alcuni dissesti dovuti essenzialmente a rotture di fogne o perdite del nuovo acquedotto. Dopo   circa 20 anni di scavi e di bonifica oggi è possibile conoscere una pagina inedita della storia di Napoli. Nelle visite guidate nel sottosuolo, si potranno ammirare le vecchie cisterne dell'acquedotto del Carmignano e si potranno rivivere le sensazioni di chi vi si rifugiò durante la guerra.

 

 

Buon Maggio dei Monumenti a tutti!