"Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male;

Scegli dunque la vita, amando il Signore tuo Dio,

perché è Lui la tua vita e la tua longevità".

 

(Deut. 30 15,19c-20a)

 

 

"Sulle cellule staminali embrionali"

 

 

Cosa prevede la legge:

 

La legge 40, coerentemente col principio espresso all’articolo 1 di tutela dei diritti del concepito, vieta agli articoli 13 e 14 la sperimentazione sugli embrioni che non sia volta alla tutela della salute e allo sviluppo dell’embrione stesso. E’ dunque vietata la produzione di embrioni umani a fini di ricerca, come è anche vietata ogni forma di selezione eugenetica. Per garantire il diritto alla vita dei concepiti, ne viene vietata la crioconservazione. La legge dunque non considera l’embrione come semplice materiale biologico da manipolare a piacimento degli scienziati. (Avvenire del 18/1/2005)

Da anni una parte del mondo scientifico e politico spinge verso uno sviluppo degli embrioni per la ricerca. Le domande a cui bisogna rispondere sono due :

 

- quando nasce la vita umana?

- che valore ha la vita umana?

 

Alla prima domanda la scienza ha dimostrato che la vita umana nasce già con la fecondazione, con la creazione della prima cellula provvista di tutto il suo patrimonio genetico umano, per cui effettuare sperimentazioni sugli embrioni a tal punto equivale a commettere un omicidio.

Alcuni scienziati affermano che sia lecito servirsi degli embrioni congelati per la ricerca, perché anch’essi sono destinati, dopo un certo lasso di tempo a morire. In questo modo però si sminuisce il valore della vita umana, dato che partiamo dall’assunto che l’embrione è già vita umana.

Se non si prende una posizione netta a difesa della vita si rischia di costruire una società priva di valori, si mina così ogni riferimento a Dio e al Cristianesimo che è  radice della cultura europea. E’ chiaro che a questo punto non si hanno più criteri che permettano di distinguere tra una cosa buona e una che non lo è, a meno che questi criteri non vengano approvati da una commissione costituita da uomini che non hanno alcun riferimento esterno che vada al di là di essi stessi. L’uomo diventa così autoreferenziale, tacciando di retrogrado e oscurantista chi si riferisce ancora all’etica religiosa: parlare di peccato è “medievale”. La religione diventa scomoda, in particolare quella cristiana, ma Cristo del resto non ci ha lasciato un’eredità comoda (da "L’Arca Teen Challenge", 26/7/2006).

Ricordiamo che nell’enciclica “Evangelium vitae”, la Chiesa afferma che “ l’essere umano va rispettato e trattato come una persona fin dal suo concepimento e, pertanto, da quello stesso momento gli si devono riconoscere i diritti della persona, tra i quali anzitutto il diritto inviolabile di ogni essere umano alla vita”.

 

A questo punto però bisognerebbe mettere da parte tutti i benefici che molti malati potrebbero ricavare dalla ricerca sulle cellule staminali?

No, infatti il dr Simon, presidente delle federazione internazionale delle associazioni mediche cattoliche, ha dichiarato in un’intervista a Zenit che non sono le ricerche sugli embrioni ad aver dato buoni risultati, ma quelle effettuate sulla base di cellule staminali adulte. Si può dire che sia stata la mano della provvidenza ad indirizzare la ricerca in modo tale che la scienza non fosse più dibattuta dal dilemma tra ciò che potrebbe essere utile, ma moralmente riprovevole e ciò che invece è eticamente corretto: il rispetto per l’uomo in tutte le fasi della sua vita, dal concepimento alla morte naturale.

Dalla “Dichiarazione sulla produzione e sull’uso scientifico e terapeutico delle cellule staminali embrionali e umane” della Pontificia Accademia per la Vita, si evidenzia la netta posizione della Chiesa nei confronti dell’utilizzo delle cellule staminali embrionali: è una posizione di netto diniego. Tuttavia c’è anche una grande apertura alla sperimentazione e all’utilizzo terapeutico delle cellule staminali adulte. In tutti i tessuti del nostro organismo vi sono cellule staminali che servono al continuo riprodursi di quel determinati tessuto. In taluni tessuti si è scoperto che delle cellule staminali possono essere “pluripotenti”, cioè capaci di dare origine a più tipi di cellule, in maggioranza ematiche, muscolari, nervose, e si è scoperto come selezionarle applicando i più avanzati metodi di ingegneria genetica e molecolare.  Questo tipo di cellule staminali adulte pluripotenti, opportunamente trattate ed impiantate, sono capaci di restituire le finzioni specifiche a tessuti sofferenti, sono dunque una grande promessa per una efficace terapia di molte patologie.

Nel 2004, nell’ Assemblea Generale delle Nazioni, si è tenuto un dibattito sulla clonazione umana. In questa  occasione la Santa Sede ha mostrato un documento in cui afferma la convinzione di promuovere la ricerca scientifica per curare malattie e per migliorare la qualità della vita di tutti, purché il tutto si svolga in un clima di compatibilità con la dignità dell’essere umano. Nel documento viene ribadito che la Santa Sede incoraggia la ricerca sulle staminali adulte, la qual cosa non comporta alcun problema etico. Deve essere invece bandita la “clonazione terapeutica che introdurrebbe nei pazienti cellule di embrioni anomali, con deficit di molti geni, e che porterebbero i loro difetti alle cellule figlie” (da "L’ Osservatorio romano").

Un Italiano, il ricercatore Mario Capecchi, ha ricevuto il premio Nobel per la medicina, per la messa a punto della tecnica del “gene targeting”, utilizzando cellule staminali di tipi.. tale tecnica è il divieto espresso dalla stessa legge 40 alla sperimentazione sugli embrioni umani non esclude che le conoscenze possano essere acquisite con altri metodi (da "Scienza e Vita", 8/10/2007).

 

Fonti:

        - "Avvenire" del 18/1/2005;

        - "Enciclica “Evangelium vitae”;

        - "Zenit";

        - “Dichiarazione sulla produzione e sull’uso scientifico e terapeutico delle cellule staminali embrionali e umane”

            della Pontificia Accademia per la vita;

        - "L’Arca Teen Challenge" del 26/7/2006;

        - "L’osservatorio romano";

        - "Scienza e vita" del 8/10/2007