"Procreazione assistita e selezione embrionale "
E’ di qualche giorno la notizia che il giudice Antonio Scarpa del tribunale di Salerno ha autorizzato una coppia non sterile, ma portatrice di una grave patologia (l'Atrofia Muscolare Spinale di tipo1 (SMA1), che condannerebbe il nascituro a morire nel giro di un anno o due), alla procreazione assistita con selezione embrionale. Questa sentenza, ancora una volta, fa carta straccia del principio di uguale dignità di ogni essere umano e del principio della solidarietà verso i più piccoli e i più fragili. Una deriva che era già cominciata con l’annullamento da parte della Corte Costituzionale di quella disposizione che vieta la produzione soprannumeraria di embrioni. La Legge 40 afferma fin dal suo primo articolo che anche il figlio è soggetto titolare di diritti fin dalla fecondazione. Gravissima è dunque da parte del giudice la disapplicazione della norma. Una disapplicazione che suona come rivolta contro il legislatore che ha approvato la Legge 40, e contro la volontà popolare che quella legge ha difeso con maggioranze plebiscitarie. Inoltre, il doloroso vissuto della coppia di Salerno, non può farci dimenticare che, ancora una volta attraverso una sentenza, si vuole scardinare la Legge 40, finalizzata a regolare le tecniche di procreazione medicalmente assistita. Una legge votata dal Parlamento e confermata da un Referendum.
Già quando è stata promulgata la Legge 40, la Chiesa ha espresso grossi dubbi sulla sua attuazione e sulla strada che avrebbe potuto spianare a chi vuole intervenire nel corso della natura e nel volere di Dio.
Ovviamente noi non entriamo nel merito del desiderio, più che legittimo, di due genitori che desiderano per il loro figlio il meglio, dunque che sia sano, per loro non possiamo che pregare perché trovino conforto nella grande misericordia di Dio. Però, prescindendo dall’umana empatia che ci porta a parteggiare per queste due persone già molto provate, dobbiamo prendere atto che le peggiori previsioni si stanno avverando; da questo caso umano è scaturita una deroga alla Legge 40, che potrebbe portare a selezionare gli embrioni in base alle caratteristiche che il nostro orgoglio di genitori ci suggerisce. A questo punto che ne sarà del reciproco dono che i genitori fanno di sé e che porta a donare la vita ad un altro essere umano? E che ne sarà dell’amore incondizionato che gli stessi genitori riversano su quel figlioletto che è parte di loro e nel contempo è tanto diverso da loro? E che ne sarà per noi cattolici della fede, attraverso la quale e grazie alla quale affidiamo le nostre vite e i nostri cuori a quel Dio che riconosciamo come giusto e misericordioso? Tutto potrebbe essere subordinato al soddisfacimento dei nostri desideri e delle nostre pulsioni.
Al termine di questo articolo vogliamo però ricordare tutti quei genitori che hanno accettato la vita senza condizione alcuna, che hanno detto sì, pur sapendo a cosa andavano incontro, e tutti i genitori che si sono ritrovati a vivere con un angelo di passaggio sulla terra...
In questo articolo abbiamo parlato di SMA, e allora vi suggeriamo di trovare il coraggio, di aprire gli occhi e il cuore e di visitare questi due link:
http://legge40toccala.blogspot.com/2008/04/pietro.html