"Fiumi di vita"

A cura di Veronica

 

 

 

 

«E in te la sorgente della vita»

(Salmo 36)

 

«Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi

e tutto era scritto nel tuo libro;

i miei giorni erano fissati,

quando ancora non ne esisteva uno »

(Salmo 139)

 

 

 

Lettera inviata da  Sua Santità  Benedetto XVI A Mons. Livio Melina Preside del Pontificio Istituto «Giovanni Paolo II» per Studi su Matrimonio e Famiglia in occasione del Congresso Internazionale sull’anniversario dell’Encicla Humanae vitae.

 

Ho appreso con gioia che il Pontificio Istituto di cui Ella è Preside e l’Università Cattolica del Sacro Cuore hanno opportunamente organizzato un Congresso Internazionale in occasione del 40° anniversario di pubblicazione dell’Enciclica “Humanae vitae, importante documento nel quale è affrontato uno degli aspetti essenziali della vocazione matrimoniale e dello specifico cammino di santità che ne consegue. Gli sposi, infatti, avendo ricevuto il dono dell’amore, sono chiamati a farsi a loro volta dono l’uno per l’altra senza riserve. Solo così gli atti propri ed esclusivi dei coniugi sono veramente atti di amore che, mentre li uniscono in una sola carne, costruiscono una genuina comunione personale. Pertanto, la logica della totalità del dono configura intrinsecamente l’amore coniugale e, grazie all’effusione sacramentale dello Spirito Santo, diventa il mezzo per realizzare nella propria vita un’autentica carità coniugale.

La possibilità di procreare una nuova vita umana è inclusa nell’integrale donazione dei coniugi. Se, infatti, ogni forma d’amore tende a diffondere la pienezza di cui vive, l’amore coniugale ha un modo proprio di comunicarsi: generare dei figli. Così esso non solo assomiglia, ma partecipa all’amore di Dio, che vuole comunicarsi chiamando alla vita le persone umane. Escludere questa dimensione comunicativa mediante un’azione che miri ad impedire la procreazione significa negare la verità intima dell’amore sponsale, con cui si comunica il dono divino: “se non si vuole esporre all’arbitrio degli uomini la missione di generare la vita, si devono necessariamente riconoscere limiti invalicabili alla possibilità di dominio dell’uomo sul proprio corpo e sulle sue funzioni; limiti che a nessun uomo, sia privato sia rivestito di autorità, è lecito infrangere” (Humanae vitae17). E’ questo il nucleo essenziale dell’insegnamento che il mio venerato predecessore Paolo VI rivolse ai coniugi e che il Servo di Dio Giovanni Paolo II, a sua volta, ha ribadito in molte occasioni, illuminandone il fondamento antropologico e morale. 

A distanza di 40 anni dalla pubblicazione dell’Enciclica possiamo capire meglio quanto questa luce sia decisiva per comprendere il grande “sì” che implica l’amore coniugale. In questa luce, i figli non sono più l’obiettivo di un progetto umano, ma sono riconosciuti come un autentico dono, da accogliere con atteggiamento di responsabile generosità verso Dio, sorgente prima della vita umana. Questo grande “sì” alla bellezza dell’amore comporta certamente la gratitudine, sia dei genitori nel ricevere il dono di un figlio, sia del figlio stesso nel sapere che la sua vita ha origine da un amore così grande e accogliente.

E’ vero, d’altronde, che nel cammino della coppia possono verificarsi delle circostanze gravi che rendono prudente distanziare le nascite dei figli o addirittura sospenderle.  In questo modo i coniugi, rispettando la piena verità del loro amore, potranno modularne l’espressione in conformità a questi ritmi, senza togliere nulla alla totalità del dono di sé che l’unione nella carne esprime. Ovviamente ciò richiede una maturità nell’amore, che non è immediata, ma comporta un dialogo e un ascolto reciproco e un singolare dominio dell’impulso sessuale in un cammino di crescita nella virtù.

In questa prospettiva, sapendo che il Congresso si svolge anche per iniziativa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, mi è pure caro esprimere particolare apprezzamento per quanto codesta Istituzione universitaria fa a sostegno dell’Istituto Internazionale Paolo VI di ricerca sulla fertilità e infertilità umana per una procreazione responsabile (ISI), da essa donato al mio indimenticabile Predecessore, Papa Giovanni Paolo II, volendo in questo modo offrire una risposta, per così dire, istituzionalizzata all’appello rivolto dal Papa Paolo VI nel numero 24 dell’Enciclica agli “uomini di scienza”. Compito dell’ISI, infatti, è di far progredire la conoscenza delle metodiche sia per la regolazione naturale della fertilità umana che per il superamento naturale dell’eventuale infertilità. Oggi, “grazie al progresso delle scienze biologiche e mediche, l’uomo può disporre di sempre più efficaci risorse terapeutiche, ma può anche acquisire poteri nuovi dalle conseguenze imprevedibili sulla vita umana nello stesso suo inizio e nei suoi primi stadi” (Istruz. Donum vitae1). In questa prospettiva, “molti ricercatori si sono impegnati nella lotta contro la sterilità. Salvaguardando pienamente la dignità della procreazione umana, alcuni sono arrivati a risultati che in precedenza sembravano irraggiungibili. Gli uomini di scienza vanno quindi incoraggiati a proseguire nelle loro ricerche, allo scopo di prevenire le cause della sterilità e potervi rimediare, in modo che le coppie sterili possano riuscire a procreare nel rispetto della loro dignità personale e di quella del nascituro” (Istruz. Donum vitae, 8). E’ proprio questo lo scopo che l’ISI Paolo VI ed altri Centri analoghi, con l’incoraggiamento dell’Autorità ecclesiastica, si propongono.

Possiamo chiederci: come mai oggi il mondo, ed anche molti fedeli, trovano tanta difficoltà a comprendere il messaggio della Chiesa, che illustra e difende la bellezza dell’amore coniugale nella sua manifestazione naturale? Certo, la soluzione tecnica anche nelle grandi questioni umane appare spesso la più facile, ma essa in realtà nasconde la questione di fondo, che riguarda il senso della sessualità umana e la necessità di una padronanza responsabile, perché il suo esercizio possa diventare espressione di amore personale. La tecnica non può sostituire la maturazione della libertà, quando è in gioco l’amore. Anzi, come ben sappiamo, neppure la ragione basta: bisogna che sia il cuore a vedere. Solo gli occhi del cuore riescono a cogliere le esigenze proprie di un grande amore, capace di abbracciare la totalità dell’essere umano. Per questo il servizio che la Chiesa offre nella sua pastorale matrimoniale e familiare dovrà saper orientare le coppie a capire con il cuore il meraviglioso disegno che Dio ha iscritto nel corpo umano, aiutandole ad accogliere quanto comporta un autentico cammino di maturazione.

Il Congresso che state celebrando rappresenta perciò un importante momento di riflessione e di cura per le coppie e per le famiglie, offrendo il frutto di anni di ricerca, sia sul versante antropologico ed etico che su quello prettamente scientifico, a proposito di procreazione veramente responsabile. In questa luce non posso che congratularmi con voi, augurandomi che questo lavoro porti frutti abbondanti e contribuisca a sostenere i coniugi con sempre maggior saggezza e chiarezza nel loro cammino, incoraggiandoli nella loro missione ad essere, nel mondo, testimoni credibili della bellezza dell’amore. Con questi auspici, mentre invoco l’aiuto del Signore sullo svolgimento dei lavori del Congresso, a tutti invio una speciale Benedizione Apostolica.

        Dal Vaticano, 2 ottobre 2008

 

 

Sono state queste le parole del Santo Padre che hanno fatto discutere l’opinione pubblica qualche mese fa. Nasce allora nel nostro cuore l’esigenza di approfondire  questo tema cosi delicato. Il Santo Padre afferma nella lettera: “Ed è qui che la conoscenza dei ritmi naturali di fertilità della donna diventa importante per la vita dei coniugi. I metodi di osservazione, che permettono alla coppia di determinare i periodi di fertilità, le consentono di amministrare quanto il Creatore ha sapientemente iscritto nella natura umana, senza turbare l’integro significato della donazione sessuale”. Riassumendo le parole di Sua Santità possiamo chiamare questi metodi “naturali”, ma quali sono realmente i metodi naturali?

Secondo la definizione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità i metodi naturali: "Sono metodi che si basano sulla conoscenza dei processi biologici per cui una gravidanza può essere ricercata o evitata grazie all'osservazione dei segni e dei sintomi della fase fertile del ciclo mestruale”. La regolazione naturale della fertilità' si fonda sulla possibilità di individuare all'interno del ciclo mestruale i giorni fertili, grazie all'osservazione da parte della donna di alcuni segni e sintomi naturali di fertilità. Tale conoscenza può essere utilizzata dalla coppia per ricercare, distanziare o evitare la gravidanza. Il metodo naturale può aiutare a prendere coscienza del dono della fecondità e a maturare un atteggiamento di responsabilità nei confronti della trasmissione della vita. In più coinvolge la coppia in una progressiva crescita nel dialogo, nella condivisione, nell'amore e nel rispetto reciproco, presupposti fondamentali per poter vivere la propria sessualità in modo più maturo e consapevole, fino al dono totale di sé. Negli ultimi decenni si sono sviluppati dei metodi di individuazione della fase fertile del ciclo mestruale scientificamente validi ed efficaci, quali il Metodo dell'Ovulazione Billings ed il Metodo Sintotermico, basati su segni e sintomi di fertilità strettamente dipendenti dalla situazione ormonale propria di ciascun ciclo.

Tali metodi, non essendo fondati su calcoli di probabilità (come il vecchio Metodo del Ritmo), non richiedono che i cicli siano regolari, ma possono essere applicati in ogni circostanza della vita riproduttiva della donna (anche in cicli irregolari, durante l'allattamento al seno, in premenopausa, dopo la sospensione dei contraccettivi orali, ...). Studi scientifici, tra cui alcuni condotti dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, attestano per il Metodo Billings e per il Metodo Sintotermico una elevata efficacia, purché essi vengano correttamente insegnati, appresi ed applicati e richiedono una buona motivazione per l'uso e costanza nell'osservazione, che deve essere attenta e quotidiana per cogliere i segni e i sintomi di fertilità. Questi possono risultare talvolta poco chiari o difficilmente interpretabili; è indispensabile quindi l'aiuto di un insegnante qualificato. Una recente ricerca sulla loro efficacia effettuata in nove paesi europei ha riportato che il tasso di gravidanze indesiderate in donne che utilizzano i metodi naturali è favorevolmente paragonabile a quello dei mezzi contraccettivi più comunemente usati non presentando però i loro effetti collaterali.

 

Esistono poi altri metodi che, basandosi sul sistema dei metodi naturali, permettono di monitorare il ciclo. Il primo è un sistema contraccettivo che, monitorando i livelli ormonali, è in grado di stabilire quali sono i giorni fertili. In pratica, con dei semplici stick usa e getta, da utilizzare per nove giorni al mese, analizza le urine del mattino e segnala su un piccolo monitor portatile se ci si trova in un giorno fertile o no. Bisogna però sottolineare che non può essere usato da donne con cicli mestruali di durata inferiore a 23 giorni; con cicli mestruali di durata superiore a 35 giorni; che hanno sintomi della menopausa; che allattano; sottoposte a terapie ormonali, quale la contraccezione ormonale, le terapie per la fertilità, la terapia ormonale sostitutiva; che utilizzano qualsiasi altra terapia che può influire sul ciclo ormonale; che assumono antibiotici contenenti tetracicline; affette da insufficienza epatica o renale o da sindrome dell'ovaio policistico. Inoltre va segnalato il costo del monitor e dei test che vanno comprati ogni mese.

Il secondo metodo e legato alla misurazione della temperatura. Per sapere se è fertile o no, la donna misura, con un apposito termo sensore (collegato ad un apparecchio elettronico) sotto la lingua la temperatura basale e, quando presente, conferma la mestruazione. Il software dell'apparecchio fa il resto: memorizza e analizza i dati (riconoscendo quelli non attendibili ad es. per febbre) e in tempo reale dà un'indicazione di fertilità valida 24 ore. Questo tipo di apparecchio ha un costo abbastanza elevato ma una volta acquistato non si avranno più altre spese aggiuntive.

Come si è sottolineato prima, questi metodi richiedono un impegno costante e una scelta da farsi nella coppia, quindi non una scelta dell’ultimo secondo, ma un impegno che deve coinvolgere tutti e due i coniugi; e sono invitati a prendere coscienza di questa scelta anche coloro che si avviano al matrimonio, per non trovarsi poi impreparati e costretti a decisioni troppo affrettate.

 Siamo invitati ad essere dei fiumi che portano la vita e non dighe che la trattengono...

 

Il 12 dicembre scorso è stata presentata in Vaticano l’istruzione Dignitas personae”, un documento studiato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede e approvata da Sua Santità Benedetto XVI, che ha come nucleo centrale il riconoscimento implicito all’embrione della dignità di persona. Per leggere il testo integrale clicca qui

 

 

Per approfondire : "Humane vitae"

                                   "Familiaris consortio"

                                   "Donum vitae"