"Sulla fecondazione assistita"
dal Salmo 127 (126) 1,3:
Se il Signore non costruisce la casa,
invano vi faticano i costruttori.
...
Ecco,dono del Signore sono i figli,
è sua grazia il frutto del grembo.
Argomento sotto alcuni aspetti diverso, ma fondamentalmente collegato alla
questione sull'aborto è quello della fecondazione assistita.
Il problema di fondo resta sempre il medesimo, ossia il dibattito sulla vita
nascente: l'embrione è o no "persona"?
La bioetica cattolica fonda le sue convinzioni sull'equivalenza tra
bene morale e legge naturale. Ciò significa che la fecondazione "assistita"
diventa per i cattolici "artificiale", con accezione sottilmente più negativa,
perchè tale processo non avviene del tutto in seno ai
dettami della legge naturale, dal momento che vi è il concorso umano, che
sostituisce in parte il processo riproduttivo naturale utilizzando tecniche
specifiche.
L'infertilità è una condizione che affligge un numero sempre maggiore
di coppie e la sua incidenza pare sia aumentata specie negli ultimi anni a
seguito dell'intervento di numerosi fattori, in particolare di quelli di ordine
socio-economico, che spingono a ricercare gravidanze in età sempre più avanzate.
Durante il XX secolo la fecondazione assistita è stata regolarmente
praticata, sebbene in forma sommersa, e tale fenomeno ha cominciato a porsi
all'attenzione della pubblica opinione solo a partire dal 1978, quando nel luglio
di quell'anno nacque Louise Brown, prima bambina nata mediante l'uso della
tecnica FIVET, che sta per Fecondazione In Vitro ed Embione Trasferito.
Le
tecniche.
Esistono varie tecniche attraverso cui può essere condotta la fecondazione
assistita, i tipi principali sono due: la fecondazione intracorporea e la
fecondazione extracorporea; la prima garantisce che la fecondazione
avvenga nel corpo della donna,
la seconda invece fa avvenire la fecondazione al di fuori del corpo
femminile, cioè in provetta.
Inoltre la fecondazione può essere di tipo omologo, se entrambi i gameti
appartengono alla coppia, eterologo se almeno uno dei gameti appartiene ad una
persona esterna alla coppia.
In Italia la legge che regola la pratica della fecondazione assistita è la
40/2004, qui di seguito sono elencati alcuni suoi articoli:
art. 1-4:
«Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito se non vi siano
altri metodi terapeutici atti a rimuovere le cause dell'infertilità o
sterilità, e comunque in casi documentati da certificati medici;
le tecniche di procreazione medicalmente assistita sono applicate in base ai
seguenti principi:
-è vietato il ricorso a tecniche di tipo eterologo, cioè con seme od ovocitidi
appartenenti a donatori;
-applicazione del diritto al consenso informato: alle coppie dev'essere
prospettata la possibilità alternativa di ricorrere a procedure di adozione o di
affidamento;
-divieto di disconoscimento della paternità e dell'anonimato della madre».
art. 13:
«La ricerca sull'embrione è consentita solo se si perseguono finalità
diagnostiche e terapeutiche volte alla tutela dell'embrione stesso».
art. 14:
«E' vietata la crioconservazione e la soppressione di embrioni, dunque tutti gli
embrioni prodotti dovranno necessariamente essere trasferiti in utero, anche se
dovessero risultare affetti da patologie».
Questo è quanto prevede la legge italiana in materia di fecondazione
assistita: sono solo i punti tra i più salienti ed è facile rendersi conto di
quanto sia enormemente delicata la questione in atto.
Tuttavia accanto a questa legge, per così dire, "scritta", ne esiste anche
un'altra, "non-scritta", ma non per questo meno forte e sentita: è la legge
morale, che deve guidare non solo la vita dei cristiani, ma quella di tutti gli
uomini.
Questa legge morale deve tener conto non solo del desiderio legittimo di una
coppia di potersi completare con la nascita di un figlio, ma deve anche
rispettare la nuova esistenza che si affaccia al mondo.
Il prof. Bellieni, neonatologo dell'università di Siena ci mette in guardia
e ci spinge a riflettere sul fatto che: "sfiorare qualcosa che per sua natura
non dovrebbe essere sfiorato è un atto da compiere con la massima cura, in parole
povere, maneggiando le cellule embrionali destinate all'impianto possiamo
interagire con le risposte ambientali del futuro individuo" (1).
Il punto di vista della bioetica cattolica.
La bioetica cattolica afferma che la fecondazione assistita
mina alla base la finalità principale del vincolo coniugale: il figlio deve
nascere dall'unione dei due sposi; questo nuovo tipo di fecondazione scinde
invece l'atto unitivo da quello procreativo degli sposi stessi ed è
perciò considerato immorale: ancora una volta principio della
sacralità della vita contro quello della qualità della vita! Dal punto di vista
della Chiesa, tutto ciò che manipola in qualche modo la natura ed i suoi
processi spontanei è considerato moralmente riprovevole. Tuttavia in base a
quanto affermato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, la fecondazione
assistita è lecita solo qualora NON sia sostitutiva dell'atto procreativo.
In ogni caso la fecondazione assistita ci pone di fronte ad interrogativi del
tipo: "Chi sono io? Chi è il mio creatore? Posso essere il creatore di altri
come me e, di conseguenza, posso essere il creatore di me stesso?". In effetti il
voler decidere della vita e della morte ci mette in una condizione di rifiuto di
Dio, del Suo volere, per cui non ci sentiamo più Suoi figli, creature
amorevolmente scelte, create, volute da Lui, ma abbiamo la pretesa di elevarci ad
artefici del nostro destino, dalla nascita alla morte. In ciò si esprime la
negazione del divino, del trascendente, che viene sostituito dalle nostre povere
ed arroganti presunzioni.
A tal proposito Navarini, docente presso la Facoltà di bioetica dell'Ateneo
Pontificio "Regina Apostolorum", afferma: "E' indubbio che la
causa da cui è scaturita l'attenzione ai problemi bioetici è stato il «potere» che l'uomo ha acquistato
su se stesso e sui suoi simili: il potere di entrare nel mistero della
vita, catturando quei momenti cruciali che sono il suo inizio e la sua fine"
(2).
L'uomo si sente dunque il padrone della vita e della morte, teme tutto ciò che
può sfuggire al suo ossessivo controllo, non c'è spazio per lui per il disegno divino, per
i progetti che Dio ha su di lui; per tale ragione le tecniche di fecondazione
assistita sono intrinsecamente disumane, perchè i figli diventano un prodotto
fabbricato
su richiesta dei genitori, dove gli "esperimenti" mal riusciti corrono
il rischio di essere annullati e buttati via come fossero semplici oggetti
"difettosi".
Eppure quale immenso valore è nella vita umana
nonostante tutto ciò che sembra continuare a negarla. Per dirla con le parole di uno tra i salmi più belli e
famosi: "che cose è l'uomo perchè te ne ricordi/il figlio dell'uomo perchè te ne curi?/Eppure
l'hai fatto poco meno degli angeli" (Salmo 8,5-6).
Bibliografia:
(1) Prof C. Bellieni, Università di Siena, dall'intervista a Zenit.org.
(2) C. Navarini, docente presso la Facoltà di Bioetica dell'Ateneo Pontificio
"Regina Apostolorum", dall'intervista a Zenit.org.
Altre fonti:
-Emilia D'Antuono, Bioetica, Guida, 2003.
-Catechismo della Chiesa Cattolica.
-Materiale vario reperibile in rete.