La cultura della vita

 


Domenica 6 febbraio si è celebrata la ”Giornata per la vita” e l’11febbraio la "Giornata mondiale del malato”. Benedetto XVI è tornato a ribadire l’importanza di promuovere la cultura della vita, perché questi giorni non devono e non possono essere vuote celebrazioni, ma devono essere l’occasione per riflettere sull’importanza di accogliere ed accompagnare con amore i malati, i deboli, i bisognosi di tutto, perché solo in questa prospettiva si realizza il Comandamento di Dio: "AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO".

Il Papa si è rifatto alla Prima lettera di Pietro (2,24) ”dalle sue piaghe siete stati guariti” e ci ha invitato a riconoscere in un corpo sofferente non solo una persona bisognosa, ma principalmente un nostro fratello e l’immagine stessa di Cristo sofferente, il Cristo che ha a sconfitto la morte. Il Papa ha auspicato che tutti i cattolici si impegnino a riconoscere sempre e comunque il valore dell’essere umano, che non diminuisce quando si è fisicamente in stato di bisogno, ma che proprio in tali condizioni è intrinsecamente esaltato.

Non è erigendosi a giudici di vita o di morte che si porta sollievo ai sofferenti e alle loro famiglie, ma costruendo una rete di solidarietà e di amore che li si aiuta a non sentirsi soli ed emarginati da un mondo che rincorre la gioventù a tutti i costi e il benessere fisico aldilà di ogni ragionevolezza. Solo accettando l’altrui e la nostra sofferenza, possiamo tentare di sublimare ciò che è in noi di oscuro ed insondabile. Altrimenti la nostra fede rischia di consistere solo in vuote parole...