RU486: chi custodisce la vita??

 

 

Testimonianza della prima donna, che negli Stati Uniti, presso l’ospedale di Des Moines in Iowa, si sottopose alla sperimentazione della pillola abortiva RU486:

 

«Sono stata per la prima volta a Des Moins. Tutti erano molto eccitati mercoledì quando mi è stata somministrata la prima dose di farmaci. Scherzando dicevo che ci sarebbe dovuta essere una cerimonia col taglio del nastro. Loro continuavano a dirmi che stavo facendo la storia. In un paio d’ore ho cominciato a provare nausea, ho tirato avanti per tre giorni e sono andata a lavorare. Per fortuna c’è una saletta per riposarsi nel mio ufficio; mi muovevo un po’ più piano. Di norma sono sempre molto su di giri ma per quei tre giorni non lo sono stata. Mi sembrava come se avessi mangiato del cibo avvelenato.

Sono tornata di venerdì e ho preso la seconda dose di farmaci; dopo cinque minuti ho cominciato a sentire dei crampi un po’ meno forti di quelli delle mestruazioni. Dopo due ore i crampi sono diventati più forti e ho cominciato ad usare un cuscinetto riscaldante sulla pancia. Sono andata nella stanza di riposo; quando però ho provato ad alzarmi mi sentivo come se mi avessero aperto un rubinetto. C’era un continuo flusso di sangue e poi mi è passato un grumo di sangue della grandezza di una pallina da golf, che mi ha terrorizzata.

Pensavo che fosse il feto. I crampi sono rimasti stabili. Negli ultimi quindici minuti della mia visita mi sentivo sdoppiata e l’emorragia era molto pesante, più di quella mestruale. Mia madre mi ha portato a casa; in quel momento sanguinavo molto e ho avuto la diarrea. Mi ha fatto tornare in mente il modo in cui sanguini dopo il parto. Forse una donna che non ha partorito potrebbe essere un po’ più rilassata.

Ho abortito alle 6.30 di venerdì notte. L’ho sentito cadere nella tazza. Sembrava come un grumo di sangue. Ho gridato quando mi sono resa conto che era uscito, in parte perché mi sentivo sollevata, in parte perché mi sentivo triste.  Capii che era finita» (1).

 

Scegliamo sempre di cominciare, per la nostra rubrica, con un documento ufficiale che ci aiuti ad entrare nell’argomento; questa volta abbiamo deciso di cominciare con questa testimonianza. E’ dura, molto dura e vi garantiamo che anche documentarsi sull’argomento lo è stato.

Il “Mifepristone”, RU486, è un ormone steroideo sintetico commercializzato sotto forma di compresse. La letteratura scientifica riporta l’utilizzo del Mifepristone  in ambito ostetrico-ginecologico nei seguenti campi di applicazione: induzione dell’aborto nella fase precoce della gravidanza (7ª–9ª settimana di gestazione); dilatazione della cervice uterina prima dell’interruzione chirurgica della gravidanza (I trimestre di gravidanza);  preparazione della cervice uterina all’azione delle prostaglandine per induzione dell’aborto(II trimestre di gravidanza); induzione al travaglio per morte fetale (III trimestre di gravidanza). Sono inoltre in corso ricerche per l’uso del Mifepristone nella contraccezione estro-progestinica e nella così detta “contraccezione di emergenza”(2). E’ doveroso precisare che la “contraccezione d’emergenza” non blocca la fecondazione, ma va ad agire o sull’ovulo già fecondato, oppure sulle varie parti del corpo della donna che concorrono all’annidamento del feto.

Fino all’introduzione della RU486, la contraccezione d’emergenza veniva applicata entro 72 ore dal rapporto sessuale, oggi i tempi si allungano e mentre prima usando la contraccezione d’emergenza la donna poteva avere solo il sospetto di una gravidanza, oggi potrebbe agire avendo una certezza. Per questo ci chiediamo se si può definire contraccezione d’emergenza una pillola che agisce su una vita di 7-9 settimane che si presenta pressappoco così:

 

 

             

 

I 

I sostenitori della contraccezione d’emergenza ritengono che questa “riduca notevolmente gli aborti, ma la contraccezione d’emergenza non evita l’aborto, ma spesso semplicemente lo anticipa in un periodo in cui non è facilmente riconoscibile, per cui diminuisce il numero degli aborti accertabili, ma non quello degli aborti realmente avvenuti” (2). In effetti si può parlare di uno sdoppiamento della pratica abortiva: c’è “l’iter chirurgico” previsto dalla legge 194/78 (3) e attualmente l’iter chimico scatenato dall’assunzione di una pillola con un bicchiere d’acqua. La pillola viene sì assunta in ambiente ospedaliero, ma dopo, la donna viene lasciata andare da sola! Con la legalizzazione della RU486, l’aborto rischia di diventare di nuovo “domestico” nel senso peggiore del termine. Ed è una menzogna considerare la RU486 un metodo “meno invasivo e cruento” dell’aborto chirurgico. C’è, infatti, un tempo di latenza fra la somministrazione del farmaco e l’espulsione del feto (da 1 a 5 giorni),  per cui la donna abortisce da sola e “clandestinamente” in casa, con gravi rischi di emorragia (nel mondo sono state registrate circa 29 morti dopo l’assunzione della RU486), e non come prevede la legge 194/78  negli articoli 2 e 5, che vuole la donna seguita sia in ambito psicologico che sanitario in tutto il suo percorso. Sembra di essere tornati ai tempi delle “mammane” , con un farmaco che provocherà sicuramente un gran numero di aborti illegali, soprattutto fra le giovanissime.

E’ terrificante pensare che una pillola, per la prima volta nella storia della medicina, possa fare tutto questo, un bicchiere d’acqua e tutto finisce. Per la prima volta nella storia è stato messo a punto un farmaco che invece di curare una malattia, pone fine ad una vita umana, facendo passare la gravidanza come una patologia medica da curare. Sembra che con un semplice bicchiere d’acqua si vada affermando una sorta di cultura della morte; ma noi donne, che abbiamo ricevuto da Dio il grande dono di essere le custodi della vita, possiamo restare a guardare passivamente questo regresso delle coscienze e della medicina, peraltro mascherato da progresso? Noi pensiamo, infatti, che l’aborto chimico voglia farci dimenticare che di mezzo c’è la vita dei nostri figli!

Sull’«Osservatore Romano», Monsignor Fisichella, presidente della Pontificia Accademia della Vita, ha sottolineato che la RU486: è una tecnica abortiva … L'assunzione della RU486, quindi, non rende meno traumatico l'aborto, solo lo rinchiude ancora di più nella solitudine del privato della donna e lo prolunga nel tempo. È necessario ribadire che quanti vi fanno ricorso stanno compiendo un atto abortivo diretto e deliberato”.

Da donne a donne: è importante ricercare una società senza aborto, l’uso della RU486 non ci renderà meno responsabili di una scelta che sarà sicuramente dolorosissima.

E’ di questi giorni la notizia che l’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) ha dato l'autorizzazione all'immissione in commercio della RU486, il comunicato dell’agenzia spiega che l’introduzione del farmaco "pone finalmente fine al possibile utilizzo improprio del farmaco e sgombra il campo da qualsiasi possibile interpretazione di banalizzazione dell'aborto e dal suo impiego come metodo contraccettivo". Inoltre l’Aifa aggiunge di "condividere le preoccupazioni di carattere etico che anche questo metodo di interruzione volontaria della gravidanza comporta", e rimanda a  Stato e Regioni le disposizioni per il corretto percorso di utilizzo clinico del farmaco all'interno del servizio ospedaliero pubblico, così come previsto dagli articoli 8 e 15 della legge 194 del 1978, e di cui la stessa Aifa spiega di non avere titolarità. L'Aifa ha anche aggiunto che continuerà "ad offrire la propria competenza tecnico-scientifica alle Istituzioni e al Senato della Repubblica in primis, per quanto concerne il percorso applicativo del provvedimento adottato".

Non resta altro da fare che affidarci al buon senso del legislatore, che è tenuto a custodire la salute e la vita di tutti noi…

 

 


(1) www.Zenit.it , La vera storia della pillola abortiva RU486 (I) di Antonio Gaspari 

(2) Lucio Romano, Maria Luisa di Pietro, Maurizio P. Faggioni, Marina Casini, “RU-486 dall’aborto chimico alla contraccezione d’emergenza”, Edizioni Art.

(3) Per consultare il testo della legge 194/78: http://www.mpv.org/pls/mpv/v3_s2ew_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=1075.