"Il dolore: finalmente ce ne prendiamo cura"

 

 

 

Dal salmo 119

 

Lampada per i miei passi è la tua parola,
luce sul mio cammino.
Ho giurato, e lo confermo,
di custodire i tuoi precetti di giustizia.
Sono stanco di soffrire, Signore,
dammi vita secondo la tua parola.
Signore, gradisci le offerte delle mie labbra,
insegnami i tuoi giudizi.
La mia vita è sempre in pericolo,
ma non dimentico la tua legge.
Gli empi mi hanno teso i loro lacci,
ma non ho deviato dai tuoi precetti.
Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti,
sono essi la gioia del mio cuore.
Ho piegato il mio cuore ai tuoi comandamenti,
in essi è la mia ricompensa per sempre.

 

 

 

 

Dalla presentazione della legge 38:

 

In vigore dal 3 aprile 2010 la Legge n. 38 del 15 marzo 2010 sulle «Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore»[1].

 

Tra le misure previste, l'obbligo per i medici di monitorare il dolore di ogni paziente ricoverato, la cui valutazione dovrà essere inserita nella cartella clinica.

Le cure palliative, destinate ai malati terminali, con le nuove regole, diventano un diritto per tutti e la prescrizione dei farmaci antidolore diventa più semplice, non ci sarà più bisogno di ricettario speciale, ma solo l'obbligo per il farmacista di conservare la ricetta.

Le tariffe delle cure palliative nelle strutture pubbliche e convenzionate, che oggi variano notevolmente da regione a regione, dovranno essere omogenee su tutto il territorio nazionale.

La legge intende tutelare e garantire l'accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore da parte del malato, nell'ambito dei livelli essenziali di assistenza.

Le strutture sanitarie che erogano cure palliative e terapie del dolore devono assicurare un programma di cura individuale per il malato e per la sua famiglia, nel rispetto dei princípi fondamentali della tutela della dignità e dell'autonomia del malato, senza alcuna discriminazione; della tutela e promozione della qualità della vita in ogni fase della malattia, in particolare in quella terminale, e di un adeguato sostegno sanitario e socio-assistenziale della persona malata e della famiglia.

Il Ministero della Salute promuove, per il triennio 2010-2012, la realizzazione di campagne istituzionali di comunicazione destinate ad informare i cittadini sulle modalità e sui criteri di accesso alle prestazioni e ai programmi di assistenza in materia di cure palliative e di terapia del dolore, connesso alle malattie neoplastiche e a patologie croniche e degenerative, anche attraverso il coinvolgimento e la collaborazione dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, delle farmacie pubbliche e private nonché delle organizzazioni private senza scopo di lucro impegnate nella tutela dei diritti in ambito sanitario ovvero operanti sul territorio nella lotta contro il dolore e nell’assistenza nel settore delle cure palliative.

Con accordo stipulato entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuate le figure professionali con specifiche competenze ed esperienza nel campo delle cure palliative e della terapia del dolore, anche per l’età pediatrica, con particolare riferimento ai medici di medicina generale e ai medici specialisti in anestesia e rianimazione, geriatria, neurologia, oncologia, radioterapia, pediatria, ai medici con esperienza almeno triennale nel campo delle cure palliative e della terapia del dolore, agli infermieri, agli psicologi e agli assistenti sociali nonché alle altre figure professionali ritenute essenziali.

Inoltre, sono definiti i requisiti minimi e le modalità organizzative necessari per l’accreditamento delle strutture di assistenza ai malati in fase terminale e delle unità di cure palliative e della terapia del dolore domiciliari.

Presso il Ministero della salute è attivato, eventualmente anche attraverso l’istituzione di una commissione nazionale il monitoraggio per le cure palliative e per la terapia del dolore connesso alle malattie neoplastiche e a patologie croniche e degenerative.

Il Ministero provvede a monitorare, in particolare:

a) i dati relativi alla prescrizione e all’utilizzazione di farmaci nella terapia del dolore, e in particolare dei farmaci analgesici oppiacei;

b) lo sviluppo delle due reti, con particolare riferimento alla verifica del rispetto degli indicatori e dei criteri nazionali previsti dalla normativa vigente;

c) lo stato di avanzamento delle due reti, anche con riferimento al livello di integrazione delle strutture che ne fanno parte;

d) le prestazioni erogate e gli esiti delle stesse, anche attraverso l’analisi qualitativa e quantitativa dell’attivita` delle strutture delle due reti;

e) le attività di formazione a livello nazionale e regionale;

f) le campagne di informazione a livello nazionale e regionale;

g) le attività di ricerca;

h) gli aspetti economici relativi alla realizzazione e allo sviluppo delle due reti.

 

 

[1] Tratto da:http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/terapia_dolore/

Per il testo integrale della legge:                                                                                                                                                    http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/terapia_dolore/legge_15_marzo_2010.pdf    

 

 

Il 5 Luglio 2010, a tre mesi dall’entrata in vigore della Legge 38, si è tenuto il convegno IMPACT 2010.

44 società scientifiche hanno lavorato per due giorni sul dolore e sull’applicazione della nuova legge. L'obiettivo del convegno è quello di rendere l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore una realtà per i cittadini.  All’articolo 7 della legge si legge che "medico e infermiere hanno l'obbligo di misurare e segnalare in cartella clinica le caratteristiche del dolore rilevato e la sua evoluzione, i farmaci utilizzati e i relativi dosaggi".  Ma oggi a circa tre mesi dall’entrata in vigore della legge sono ancora pochi (circa il 10%) gli ospedali nei quali questa pratica è una realtà. Alla dimissione, inoltre, non vengono date indicazioni univoche per chi sul territorio deve curare i pazienti dimessi, come segnala la Società Italiana di Chirurgia. Inoltre il convegno ha messo in luce la necessità di corsi di formazione per i medici che devono ‘imparare' a misurare e controllare terapeuticamente il dolore e per uniformare i sistemi di misurazione del dolore e condividere le linee operative che, in ogni settore terapeutico, dovrebbero essere applicate. Inoltre è stata segnalata l’urgente necessità di un maggiore collegamento dell'ospedale al territorio, segnalando che sarebbe opportuno che, alla dimissione del paziente dall'ospedale, si dessero indicazioni per chi dovrà curare e seguire il paziente sul territorio.
La Legge 38 del 15 marzo scorso riconosce il dolore cronico come ‘malattia' (in Italia ne soffrono 12 milioni di persone!) e non solo come sintomo. Diverse sono le novità assistenziali che coinvolgono personale sanitario e pazienti. Medici e infermieri dovranno misurare e segnalare in cartella clinica il dolore riportato dai pazienti, oltre ai farmaci con i quali viene trattato. Viene inoltre semplificata la prescrizione dei farmaci oppioidi. Si prevede una rete assistenziale sul territorio per il dolore cronico con centri specializzati e ambulatori di terapia del dolore, e una seconda rete per i pazienti in fase terminale che necessitano di cure palliative, comprendente gli hospice.

La legge dedica inoltre particolare attenzione ai bambini, sancendo anche per loro il diritto ad accedere alle cure antalgiche. Inoltre anche il paziente anziano ha il diritto di essere libero dal dolore ed è compito del medico non solo provvedere alle cure, ma anche garantirgli una dignitosa qualità della vita. A questo proposito, tenendo presente la situazione specifica degli anziani, l'OMS suggerisce un approccio terapeutico di tipo sequenziale al dolore che, partendo da un farmaco di tipo antinfiammatorio, può arrivare alla prescrizione di analgesici oppiacei iniziando da quelli più deboli farmacologicamente, ma suggerendo anche quelli più attivi sul dolore se il paziente necessita di una trattamento analgesico appropriato. Oggi in Italia sono disponibili molti farmaci analgesici oppiacei e le relative schede tecniche permettono di selezionare il farmaco più appropriato per ciascun paziente con dolore, sia in termini di indicazioni che di modalità di avvio della terapia.

 

Tutti noi, nella nostra vita, abbiamo provato almeno una volta il dolore, e sappiamo cosa vuol dire, e ci sarà anche capitato di non essere capiti, di sentirci ignorati o sottovalutati. Da oggi abbiamo la possibilità di essere ascoltati, di pretendere l’ascolto da parte di chi ci cura, pretendiamo quello che è un nostro diritto e se per caso conosciamo qualche persona ammalata mettiamola al corrente di questa nuova legge.  Molto spesso l’attuazione delle leggi dipende anche dalla quantità di richieste.