Sull'aborto (III parte)

 

 

 

MANTENIAMO ALTA L’ATTENZIONE SULLA GRANDE QUESTIONE MORALE DELL’ABORTO

 

 

All’alba del nuovo anno, nella risonanza di tutte le implicazioni che la rimembranza della nascita di Gesù ci ha lasciato nel cuore, vogliamo spezzare ancora una volta una lancia a favore della vita e dell’accoglienza.

Lo spunto ce l’ha dato la recente presentazione del libro "L’aborto e i suoi retroscena. Vita e maternità spezzate”, di A. Affinito e V. Lalli.

Nel libro si denuncia la scarsa informazione e attenzione sullo sviluppo biologico del feto, sulla natura dell’intervento chirurgico e sulle gravi conseguenze emotive e psicologiche che riguardano le donne che abortiscono. Ma è veramente libera di scegliere  la donna che si rivolge ai consultori, oppure non è del tutto consapevole della sua scelta?

La legge194/78 disciplina la distruzione di una vita cui viene impedito di nascere, mentre l’art. 2 della stessa legge  prevederebbe  il sostegno alla maternità, cosa questa che viene ampiamente disattesa. L’autrice scrive che “un’alternativa a favore della vita c’è sempre, basta non disperare”.

Essere genitori è un’esperienza unica, intensa, irripetibile, inesprimibile. Si diventa genitori quasi in modo inconscio, segreto anche agli stessi genitori. Già l’avere davanti il test di gravidanza positivo innesca un senso di appartenenza totale, già l’immagine del “nostro" bambino prende forma ed è come se già fosse tra le nostre braccia.

Capita, però, che un test genetico porti alla luce che il bambino tanto atteso e immaginato “non è normale”. Questa dura realtà infrange i sogni e i progetti dei neogenitori, gettandoli nello sconforto e nella solitudine, sembra che non ci sia altra via d’uscita che l’aborto. Proprio per supportare drammi umani e di coscienza come questi casi, è stata fondata una organizzazione Onlus “La Quercia millenaria” (http:/www.laquerciamillenaria.org/). E’ un’associazione di medici e famiglie che prende in carico le coppie che si trovano ad affrontare una diagnosi prenatale infausta. E’ un’associazione che promuove la cultura dell’accoglienza per quei bambini vittime di “un’ingannevole religione della salute, che confonde il malato da curare con la malattia da eliminare”, sono queste  parole del prof. M. Losito docente dell’APRA.

Non ci si deve mai stancare di porre al vaglio delle coscienze la questione aborto. Non è normale, né banale, né un diritto di autodeterminazione il fatto che una donna, una madre (perché già al momento del concepimento tali si diventa) ponga fine alla vita del figlio. Non c’è legge che possa cancellare l’aborto come questione morale, etica, non ci sono scusanti per la decisione di sopprimere la vita...