Da: "Lettere dal Carcere a Munevver"
(1942)
Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.
Nazim Hikmet, poeta turco, è famoso per le sue poesie d’amore, alcune tra le più belle che siano state scritte nella poesia contemporanea.
Ecco a voi un piccolo campione del suo genio poetico, capace di scorgere la bellezza nelle realtà più quotidiane e nelle situazioni dolorose. Non ebbe una vita facile, a causa di incomprensioni politiche. Dovette anche affrontare il carcere e l’esilio. Molte delle sue poesie sono nate proprio in queste dure condizioni. I suoi testi sono accompagnati sempre da una carica ideologica, c’è una tensione di fondo, perché Hikmet prima di essere poeta d’amore, è poeta di idee e di battaglie. Eppure che tenerezza quando si accosta alla tematica amorosa, con che toni intimi e profondi sa rendere le sfumature dell’amore! E’ un poeta che merita attenzione e disposizione di spirito.
Lascio a voi lettori questo passo dei suoi migliori scritti, poche righe dalle quali emerge una forza vitale e una speranza nel futuro davvero incrollabile…
Le cose più belle della nostra vita non sono alle nostre spalle, non appartengono al passato, ma al futuro, quanto di più bello c’è deve ancora avverarsi nella nostra vita. Questa poesia è fondamentalmente una grandissima dichiarazione d’amore, in tutta la sua potente semplicità e schiettezza. Del resto lo diceva San Paolo: “L’amore tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. L’amore non avrà mai fine”… (1Cor 13, 7-8)