Non dimentichiamo mai che un atto di benevolenza è in sé un atto di felicità.
È come il fiore di una lunga vita di gioia e soddisfazione; racconta le ore di pace e i giorni trascorsi sulle cime più radiose della nostra anima.
(conte Maurice Maeterlinck)
La vera gioia genera serenità. (Seneca)
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"Lentamente muore"
(Pablo Neruda)
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco
e I puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna, della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.
Una poesia molto famosa, nata da una semplice riflessione messa per iscritto magari senza nemmeno pensarci troppo, forse perché è il frutto di una meditazione durata una vita intera.
Il nome di Neruda non ha certo bisogno di commenti. Forse nemmeno la poesia, che è in sé semplicissima, diretta, senza troppi problemi… e ci dice una grande verità: che vita e tempo sono due cose distinte e il compito degno di un uomo è vivere, e non semplicemente trascorrere del tempo!
E se vivere richiede una fatica maggiore del semplice respirare, se richiede di godere delle cose belle, di cadere a tratti per rialzarsi poi, se richiede di seguire i propri sogni, il proprio cuore, allora questo è un invito alla gioia… la gioia di essere vivi.
A chi non è sembrato a volte che la vita sia un’accozzaglia di sentimenti, situazioni, emozioni che non si possono sezionare come una trota in laboratorio?
Perché a volte vivere è la cosa più semplice che si possa fare e anche l’unica per uscire dai problemi: vivere significa andare avanti.
Chi non guarda avanti nella vita è una persona che muore lentamente, giorno dopo giorno, senza accorgersene… muore dentro, molto prima che scada il suo tempo biologico. E questo è un vero dramma!
Vengono momenti nella vita in cui la gioia sembra lontana e sbiadita come una vecchia foto, momenti in cui camminiamo verso il futuro, ma con lo sguardo girato al passato… un passato che non può più tornare in ogni caso. La vita è il futuro, la vita è il domani.
e chissà che il domani non ci riservi sorprese inaspettate… dietro l’angolo può nascondersi il mare della felicità…