"LE CIARAMELLE"

di Giovanni Pascoli

 

 

 


Udii tra il sonno le ciaramelle,
ho udito un suono di ninne nanne.
Ci sono in cielo tutte le stelle,
ci sono i lumi nelle capanne.

Sono venute dai monti oscuri
le ciaramelle senza dir niente;
hanno destata ne' suoi tuguri
tutta la buona povera gente.

Ognuno è sorto dal suo giaciglio;
accende il lume sotto la trave;
sanno quei lumi d'ombra e sbadiglio,
di cauti passi, di voce grave.

Le pie lucerne brillano intorno,
là nella casa, qua su la siepe:
sembra la terra, prima di giorno,
un piccoletto grande presepe.

Nel cielo azzurro tutte le stelle
paion restare come in attesa;
ed ecco alzare le ciaramelle
il loro dolce suono di chiesa;

suono di chiesa, suono di chiostro,
suono di casa, suono di culla,
suono di mamma, suono del nostro
dolce e passato pianger di nulla.


 

 

 

E’ una antica ninna nanna. E’ una tra le più belle poesie di Pascoli. E’ un canto del cuore che ci fa tornare bambini, quando ci stupivamo per un nonnulla ed eravamo in grado di assaporare la felicità in un’attesa, in un pacco da scartare, in un’eco lontana che annunciava l’arrivo delle "ciaramelle"… una volta i giorni che precedevano il Natale erano scanditi da riti pieni di senso, come addobbare l’albero, preparare il presepe…

Una volta si preparavano i dolci in casa, quelli tradizionali, che spandevano il profumo forte, aromatico e che restava attaccato agli abiti. Una volta in casa si aspettavano le ciaramelle dei pastori che venivano ad annunciare che il Santo Natale era alle porte! …quel suono dolce e malinconico faceva commuovere grandi e piccoli. Di quel suono conservo ancora nella mia memoria la dolcezza pungente…

Non c’è poesia che meglio renda il sapore del Natale così come dovremmo riscoprirlo.

Il Signore non è nato tra la seta e il morbido panno, ma tra “la buona povera gente”  e quel suono antico e misterioso delle ciaramelle porta la voce semplice di una mamma che culla il suo bambino.