"Viandante"

Il fuoco,
sotto la debole luna,
danzando,
anime stanche raduna.
Un gioco,
narrare di fatti passati,
cantando,
ti ascolto, solo, sui prati.



Mi perdonerete se come prima poesia ho deciso di proporvene una mia, la prima, scritta quando avevo 14 anni come compito a casa. Il titolo (quasi profetico) è stato dato allora ed è un'altra delle strane coincidenze che mi legano a voi viandanti. E' molto semplice, senza pretese, frutto delle immagini che nascono spontaneamente mentre osservo le guizzanti fiamme di un fuocherello. Quando ero ragazzo, in montagna, scendevo sempre al torrente con i miei amici e ci mettevamo tutti seduti intorno ad un piccolo falò, acceso con rami secchi trovati lì intorno. Di sera, quando il cielo è limpido, basta guardare in alto per restare incantati dallo spettacolo delle stelle, così nitide e splendenti da lasciare senza fiato. L'unico rumore è quello dell'acqua cristallina che scorre e mentre sei disteso su un tappeto di sabbia grigia finissima, riscaldato dal calore del fuoco, ti senti in pace con tutto il Creato.  Ma il fuoco è vivo e balla continuamente, invitandoti a prender parte alla sua festa e senza rendertene conto inizi a cantare anche tu insieme agli altri. Eppure io preferisco guardarlo, ascoltandolo da solo, ripensando con un po' di malinconia a tutti i momenti trascorsi della mia vita, immaginando di essere un viandante che si riposa dopo un lungo viaggio, ma con ancora tanta strada davanti a sé da percorrere.....