"Cogli questo piccolo fiore"
di Rabindranath Tagore
A cura di Paola
Cogli questo piccolo fiore e prendilo.
Non indugiare!
Temo che esso appassisca
e cada nella polvere.
Non so se potrà trovare posto
nella tua ghirlanda,
ma onoralo
con la carezza pietosa della tua mano
e coglilo.
Temo che il giorno finisca
prima del mio risveglio
e passi l’ora dell’offerta.
Anche se il colore è pallido
e tenue è il suo profumo
serviti di questo fiore finché c’è tempo
e coglilo.
“Finchè c’è tempo”… un’espressione magica, la chiave che, se usata al momento opportuno, ci aprirebbe molte porte, anche quelle più nascoste.
Un piccolo fiore: forse un gesto, una parola, uno sguardo.
Qualcosa di piccolo, ma non insignificante!
Qualcosa a cui solitamente non badiamo, ma che ad un certo punto del nostro tempo diventa importante, essenziale, perché comprendiamo, anzi, “temiamo che il giorno finisca” e diamo valore a cose che fino ad ora non ci erano apparse importanti.
I fiori sono portatori dei messaggi tra gli uomini, forse gli ambasciatori più felici, quelli più efficaci, ma spesso questi messaggi non riusciamo a portarli alla luce per tempo, così impallidiscono, si avvizziscono, e quando abbiamo deciso di regalare quel fiore, ormai è già troppo tardi. Ci accorgiamo che il suo profumo non è più intenso come all’inizio, i suoi colori sono sbiaditi.
Ma non importa: anche se quel fiore non coronerà la fronte di quella persona, anche se non entrerà nel novero degli steli che formeranno la ghirlanda, conta solo che quelle mani importanti l’abbiano almeno colto, toccato, accettato, prima che fosse diventato polvere…